Ordini macchine utensili a segno alterno

by Redazione 0

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ucimu_carboniero_2Secondo l’ultima rilevazione del centro studi di Ucimu – Sistemi per produrre, nel secondo trimestre dell’anno si è assistito ad una flessione degli ordini di macchine utensili e robot del 6,9%, determinato essenzialmente dall’andamento negativo dei mercati esteri (-10,5% rispetto al periodo aprile-giugno 2015) a fronte di una crescita del 5% sul mercato domestico.
Una tendenza evidenziata già nel corso del primo trimestre, con l’export sceso del 4,3% sullo stesso periodo dell’anno scorso, nonostante il positivo andamento di alcuni mercati chiave come Germania (+11,9%) e Stati Uniti (+13,6%), a causa del crollo delle vendite in Cina (-20,1%) e Russia (-78%).

NESSUN TIMORE. “Sono numerose le ragioni per cui l’arretramento registrato dall’indice degli ordini del secondo trimestre dell’anno per noi costruttori non deve ritenersi assolutamente preoccupante – afferma il neo presidente di Ucimu Massimo Carboniero (a destra) -. Anzitutto il risultato complessivo è frutto del negativo riscontro raccolto sui mercati esteri che stanno vivendo un periodo di incertezza. Basti pensare alla Cina, che ha rallentato notevolmente il suo ritmo di crescita, ma anche alla Russia, ove le vendite di macchine utensili provenienti dai mercati europei risultano fortemente penalizzate dalle restrizioni imposte dall’Unione Europea a tutto vantaggio dei concorrenti asiatici”.
“Inoltre – aggiunge Carboniero – occorre considerare che gli ordinativi raccolti oltreconfine mostrano, sì un rallentamento, ma il termine di paragone è il periodo aprile-giugno 2015 quando si registrò un incremento a doppia cifra che allungava un trend positivo cominciato nel 2013”.

ITALIA IN RIPRESA. Positivi, invece, i riscontri sul mercato italiano, definito da Carboniero “ vivo e vitale”, con dodici trimestri consecutivi in crescita per gli ordinativi interni, anche grazie a provvedimenti quali la Nuova Sabatini e il Superammortamento.
Per questa ragione, Ucimu ribadisce la necessità che il provvedimento sia esteso a tutto il 2017, seguendo l’esempio francese. La misura – afferma l’associazione dei costruttori di macchine utensili e robot – andrebbe applicata a tutti i beni tecnologicamente avanzati e/o connessi al miglioramento dei propri processi produttivi acquisiti in Italia, con ordini ricevuti nel 2017 e consegnati entro il 30 giugno 2018. “Non solo è uno strumento utile a stabilizzare il consumo interno, in modo che torni sui livelli pre-crisi, ma è anche il provvedimento più adatto a favorire l’ammodernamento degli impianti del paese”, spiega Carboniero.