Da Confindustria la check list di autovalutazione su industria 4.0 ready

by redazione 0

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Il vice presidente degli industriali intervenuto all’assemblea UCIMU richiama anche l’attenzione sulla necessità di 16 mila Super Periti, figure professionali diplomate nelle tecnologie abilitanti nel percorso 4.0


La strada per raggiungere l’innovazione 4.0 in tutti gli ambiti industriali è ancora in salita. Così la pensa Giulio Pedrollo, Vice Presidente nazionale Confindustria, intervenuto oggi durante l’annuale assemblea dei soci di UCIMU – SISTEMI PER PRODURRE.

«Sebbene molto sia stato fatto – spiega Pedrollo – è necessario porre l’innovazione al centro al fine di trovare soluzioni più strutturali in appoggio alle aziende, allo scopo di abbassare il tasso di obsolescenza dei macchinari (ancora troppo alto nel nostro Paese) e per far si che ci sia un veloce ritorno economico a fronte delle spese sostenute dalle aziende».

L’Assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sul mercato della macchina utensile, che ha fatto registrare – come ricordato dal Presidente di UCIMU Massimo Carboniero – un +28,5% nel secondo trimestre dell’anno a fronte di una media per il semestre pari a +24,8%.

L’importanza degli Hub tecnologici

Un trend in forte crescita di cui le buone performance delle macchine utensili sono la cartina di tornasole di un sistema produttivo che sta tornando in salute, trainato anche dagli incentivi fiscali. Ma, per raggiungere gli obiettivi fissati – come spiegato dal Vice Presidente di Confindustria – è necessario far affidamento su quegli strumenti messi in campo dalle forze congiunte di Confindustria e dal Governo, ovvero i Digital Innovation Hub e Competence Center che, se utilizzati nel migliore dei modi, decreteranno il successo da qui a dieci anni del Piano Industria 4.0.

Attualmente sono 21 i Digital Innovation Hub previsti dal Piano, alcuni già pienamente attivi. Questa rete, nata con lo scopo di rafforzare il livello di conoscenza e consapevolezza delle aziende rispetto alle opportunità che la rivoluzione digitale mette in gioco, permetterà lo scambio di informazioni in area riservata tra diversi Hub, sia italiani che europei. Attraverso questi “centri per l’innovazione” sarà possibile fornire alle aziende le linee guida per approcciarsi ai finanziamenti, alla formazione e a progetti più strutturati, con l’obiettivo di indirizzare gli attori della filiera verso i Competence Center di riferimento.

Roadshow dell’innovazione. La messa a punto dei diversi Hub tecnologici è stata possibile anche grazie ai numerosi feedback raccolti durante gli oltre sei mesi di Roadshow, un’iniziativa di Confindustria per incontrare “dal vivo”, lungo tutta la Penisola, aziende e operatori del settore allo scopo di fornire tutte le informazioni in chiave 4.0. Ed è proprio questo reciproco scambio di punti di vista che aumenta la possibilità per le aziende e per il mercato di completare quel salto di qualità tanto auspicato e ancora in divenire.

“Per raggiungere alti livelli di tecnologia, e far sì che a beneficiarne sia tutto il comparto manifatturiero italiano – non basta puntare sugli investimenti, che costituiscono la prima fase tutt’ora in atto verso l’innovazione. Il momento difficile è adesso: dare sostanza a tutto questo attraverso una rinnovata cultura digitale, attraverso la mediazione dei Digital Innovation Hub e dei Competence Center” commenta in merito Pedrollo.

Quale livello di digitalizzazione? Un questionario per le aziende. Come ricordato da Pedrollo durante il suo intervento, una delle maggiori preoccupazioni per le aziende che si accingono alla virata verso il digitale è rappresentata proprio dall’identificazione del grado di digitalizzazione raggiunto ad oggi. Un primo strumento messo a disposizione dai Digital Innovation Hub è un questionario online gratuito con il quale le aziende potranno fare un’autovalutazione delle tecnologie adottate e capire in che misura incrementarle. “Questa presa di coscienza da parte delle aziende è solo il primo step verso una completa adozione delle tecnologie digitali, in grado di trasformare la filiera attuale in una filiera 4.0” commenta il Vice Presidente.

Un portale 4.0. Per far fronte alla necessità da parte delle aziende di strumenti agili, Pedrollo ha annunciato l’apertura di un portale interamente dedicato a Industria 4.0. Attivo dal prossimo 10 luglio, il portale fungerà da punto di incontro virtuale per gli Hub. Per le aziende sarà invece possibile dove reperire informazioni, documenti e accedere al questionario di autovalutazione.

Formazione: il Super Perito. “Investire in formazione e competenze è l’investimento principale da fare”. Con queste parole Pedrollo porta l’attenzione sull’importanza di creare nuove competenze e nuove figure professionali. Su questo terreno gioca un ruolo di primo piano la scuola, in particolare gli Istituti Tecnici Superiori i quali avranno il compito di formare la nuova generazione di esperti in tecnologie avanzate. Ed è da qui che nasce l’idea auspicata dal Vice Presidente del “Super Perito”, un professionista diplomato con una specifica formazione e conoscenza di una tra le tecnologie abilitanti nel percorso 4.0. Queste figure saranno in grado di entrare nel mondo del lavoro in tempi brevi dopo una formazione altamente mirata e specializzata, per questo si punta a raggiungere l’obiettivo dei 24mila professionisti a fronte dei (solo) 8mila di oggi. In questo modo l’industria potrà appoggiarsi a queste nuove professionalità in tempi brevi, garantendo l’introduzione di nuove competenze e, soprattutto, di una nuova cultura digitale.