N°10 Dicembre 2014

by Redazione 0

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Da mezzo secolo al passo coi tempi

Molte volte in questi ultimi anni, davanti alle difficoltà del mercato della macchina utensile in Italia e in generale davanti alle difficoltà che ci accompagnano ormai da diversi anni, ci siamo domandati se e come si potesse cercare di dare una mano alle imprese.
Nel passato più o meno recente avevamo assistito a operazioni governative che sì avevano avuto un vero e proprio effetto catapulta nei consumi di macchine utensili (e non solo), ma erano state anche la causa di momenti di rallentamento eccessivo una volta che i vantaggi andavano a terminare.
Inoltre il salto in avanti delle vendite non sempre era sfruttato al meglio da tutti. Soprattutto da parte di chi, come spesso capita ai costruttori italiani, sono abituati a proporre prodotti taylored made. Cuciti addosso al cliente esattamente come fa il migliore artigiano di sartoria.
A questo si deve poi aggiungere che, dopo la fine della festa, restano i conti da pagare. Lo Stato quindi, non può più permettersi cali di entrate. I conti pubblici e il loro precario equilibro corrono sempre sul filo della lama del rasoio.
La soluzione possibile e facilmente attuabile, era il ricorso a una nuova edizione rivista e corretta, di uno degli strumenti che da mezzo secolo ormai (era il 1965) periodicamente accompagna l’industria Italiana.
In questo caso parliamo di Legge Sabatini, di uno strumento in grado di aiutare le imprese a investire, senza speculare e innovandosi davvero. La Sabatini infatti, in un lasso di tempo breve è riuscita, grazie a un contributo da parte dello Stato di circa 90 milioni di euro, a generare un fatturato complessivo di ordini superiore ai due miliardi. Un rapporto fra spesa e denaro messo in circolo pari a 21. Ora questa Legge è stata rinnovata e prorogata. In questo modo anche il 2015 sarà un anno in cui potranno esserci occasioni per comprare con agevolazioni. E siamo persuasi che nel 2016 lo strumento possa essere prorogato. Il rapporto fra spesa e beneficio è davvero importante. E i vantaggi non si fermano a questo.
Più volte negli ultimi anni abbiamo insistito sul fatto che dovessimo e stessimo sempre più diventando strumento di informazione pratica per i nostri lettori. Che il nostro intento era diventare prodotto al servizio di chi utilizza macchine utensili. Non solo attraverso una pubblicazione attenta ai prodotti, ma soprattutto dando a chi ci legge, a chi le macchine utensili le compra e le usa, strumenti di lavoro quotidiano per migliorare la propria competitività in un mondo sempre più piccolo, globalizzato e difficile. Paolo Beducci