N°1 Febbraio 2015

by Redazione 0

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Premesse positive

 

Forse ci siamo. Nel senso che dal mercato italiano si sono moltiplicati i segnali positivi nel mondo della macchina utensile. Tutto ciò nonostante un paese che ancora vive senza sconti tutte le difficoltà in ci è precipitato negli ultimi anni. A fare da spartiacque per il mondo dell’industria meccanica ci sono stati certamente diversi elementi che uniti fra loro hanno avuto il potere taumaturgico di ridare un minimo di ottimismo a un comparto che sembrava destinato a vivere ancora per lunghi anni una sorta di sopravvivenza. In attesa di tempi migliori.

Poi nel corso del 2014 le cose hanno iniziato a incanalarsi nel giusto percorso. Sono bastate poche azioni per ridare fiducia a un mondo che la fiducia pareva averla smarrita per sempre. Il più evidente di questi elementi è la Legge Sabatini che, seppur non rappresentando la panacea a tutti i mali, ha scosso per bene le cose. E soprattutto ha ridato un minimo di fiducia nel futuro a tutte quelle aziende che erano in attesa di poter investire in tecnologia, sperando che l’investimento fosse meno rischioso e costoso di quanto accadeva fino al giorno prima. Tutti meccanismi più meno consci, più o meno interdipendenti, di cui abbiamo parlato in dicembre sul numero monografico dedicato proprio alla Sabatini.

Fatto sta che davanti a un accesso al credito che diveniva più umano, le aziende si sono lanciate verso il futuro.

L’anno che si sta aprendo, pare voler proseguire su questa strada: segno che le imprese disponibili a investire sul proprio futuro sono ancora molte. E che in giro per il mondo c’è un mercato che vuole ancora la qualità e l’accuratezza dei prodotti meccanici italiani.

Un dato incoraggiante che trova riscontro in un secondo elemento riguardante la tipologia di machine utensili che l’industria meccanica italiana ha richiesto.  Se negli ultimi anni a soffrire di più sul mercato interno erano stati i costruttori nostrani, tradizionalmente fornitori di macchine speciali o comunque non strettamente di serie, nel 2014 e nelle previsioni per il 2015 il dato si modifica sensibilmente. Segno che accanto ai produttori di filiere di elevata cadenza produttiva, tornano a farsi largo anche quei settori che erano stati più colpiti dalla crisi. Parlando con diversi produttori nazionali, ci siamo sentiti dire che certi mondi che pensavamo emigrati del tutto verso l’estero, sono tornati a chiedere innovazione di processo anche da noi. Segno che c’è un mercato e che questo ci vede protagonisti.

Ora è da verificare come tutto questo si assesterà nel corso del 2015 e come evolveranno i mercati esteri per chi in Italia utilizza le macchine utensili. Lo scenario è in evoluzione e anche le dinamiche interne al nostro Paese cambiano velocemente. Certo è che meno ostacoli e più incoraggiamenti i nostri imprenditori troveranno sul proprio cammino, più avranno voglia di continuare a credere in un futuro che potrebbe essere più roseo di quanto immaginato. Paolo Beducci