M&A maggio 2016

by Redazione 0

M&A MAGGIO 4 cover) (trascinato)

M&A MAGGIO 4 cover) (trascinato)SOMMARIO

Il semaforo
La parolina…
Paolo Beducci

Tendenze
Generative design, come cambierà il mondo?
Paolo Beducci

Panorama
4.0, la forza del brand
Nicoletta Buora

Il ‘fattore F’
Paolo Beducci

Know How 4.0 il punto sul software e i componenti evoluti
Nicoletta Buora

Storia di copertina
Radan CAD CAM per lamiera risolve tutto, semplicemente
Paolo Beducci

Macchine di Misura
Crescono i confini, cambia il nome
Marco Torre

3D vision technology, per il pezzo in macchina
Marco Torre

Migliorare la produttività con i sistemi di misura Renishaw
Gianfranco Ammirati

Se la qualità diventa passione
Paolo Beducci

Intervista a Gianfranco Carbonato
Tutta colpa (o merito?) della meccatronica
Paolo Beducci

In fabbrica
Transfer, il futuro è (anche) lungo
Il presente impetuoso? È solo l’inizio..
Paolo Beducci

Focus Laser
Tecnologia laser, un investimento che ripaga
Loris Cantarelli

Speciale Robotica
La tecnologia per la robotica del futuro
Patrizia Ricci

La robotica collaborativa del futuro: da un sistema passivo a uno attivo
Patrizia Ricci

Integrazione come sinonimo di competitività e qualità
Patrizia Ricci

Le ultime novità sul mercato
a cura della redazione

Prisma
Notizie dalle aziende
A cura della redazione

 

 

EDITORIALE di Paolo Beducci

La parolina…

Ci sono parole che fanno parte del nostro vocabolario quotidiano da molto tempo, a volte da anni se non da decenni. Sono parole che vengono utilizzate per indicare di volta in volta lo stesso argomento riferito a situazioni differenti, ma si tratta di termini la cui abitudine all’uso e all’ascolto ci lascia ormai troppo spesso indifferenti.

Il rischio però è che si divenga indifferenti davvero alle parole e al loro reale significato. Negli anni ’80 il termine di moda era ‘sinergia’ e in nome di questa parola sono state fatte tante scelte (alcune anche deprecabili) che hanno cambiato profondamente il nostro modo di vivere.

Dopo ‘sinergia’ di paroline magiche ne sono seguite ancora molte. Con alterne fortune ci hanno guidato e accompagnato nei decenni seguenti. Negli ultimi anni abbiamo infine trovato – anzi ritrovato – un termine che personalmente ci piace molto: ‘sistema’. Nel senso di ‘fare sistema’.

Quindi non possiamo certo parlare o pensare male quando vediamo il nostro ipercinetico Presidente del Consiglio, partecipare a un incontro insieme agli imprenditori del mondo della macchina utensile in USA. Ce ne vorrebbe una al mese di queste delegazioni in stile francese o tedesco in cui il capo del governo si muove in sintonia e collaborazione con gli imprenditori. In tutti i comparti dell’industria, senza distinzione di alcun genere.

E proprio partendo dal senso di questa ‘parolina’ ci permettiamo di darne una chiave di lettura un po’ più ampia e – almeno dal nostro punto di vista – che vorremmo vedere interpretata più spesso. Anzi che vorremmo vedere divenire norma per chi si alza ogni mattina, si reca nella sua officina, nella sua azienda apre le porte, accende le luci e inizia a lavorare. Vorremmo che questa (finalmente trovata) capacità di ‘fare sistema’ diventasse una caratteristica di questo Paese che tanto diciamo di amare.

Ci riferiamo a tutto quello che contribuisce a far funzionare un Paese e al sua industria. Ci piacerebbe che ‘fare sistema’ fosse un concetto proprietà di questo paese. Ci piacerebbe vederci sopra la R di ‘marchio registrato’ o la scritta ‘made in Italy’.

Invece troppo spesso la nostra capacità di esprimere al meglio il concetto di sistema si ferma davanti allo sportello della ASL, in un Ufficio Tecnico di un Comune o in una autorizzazione che non arriva mai. O nel fatto che fino al giorno in cui andiamo al mare per le nostre meritate vacanze, lavoriamo per il nostro socio più importante: lo Stato.

Qualche volta poi, ammettiamolo non è una caduta di autorevolezza, anche noi abbiamo qualche piccola responsabilità nel dare il nostro contributo a non ‘fare sistema’.

‘Fare sistema’ deve diventare un modo di essere, di vivere, di pensare. Se impariamo a usare questo termine in modo corretto e lungimirante, pensando che il domani non si fermi all’oggi, ma sia la regola per tutti noi, c’è da pensare che il nostro futuro possa essere bello e luminoso come lo abbiamo sempre desiderato.

 

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