Le imprese lombarde non temono la Brexit

by Redazione 0

European flag jigsaw piece with British flag missing piece

La Camera di Commercio di Milano ha condotto un’indagine su 604 imprese lombarde per valutare gli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che sarà approvata o respinta domani 23 giugno, dagli oltre 40 milioni di cittadini britannici chiamati alle urne da Governo Cameron (per altro contrario alla Brexit).

SI CRESCE NONOSTANTE TUTTO. Le imprese intervistate non sembrano particolarmente preoccupate degli effetti di un abbandono britannico sul fatturato: per il 53% non vi saranno effetti, quasi l’8% si aspetta in ogni caso un aumento di fatturato, mentre solo il 12% teme una contrazione del giro d’affari, anche se un intervistato su quattro prevede un impatto sulle esportazioni. Anche perchè il 40% delle imprese ha dei rapporti con la Gran Bretagna, molto stretti nel 14% dei casi.

CI SARANNO CAMBIAMENTI. Gli imprenditori sono consci che la Brexit comporterà dei cambiamenti: sugli equilibri internazionali, in primo luogo (la pensa così il 45% degli intervistati), con un indebolimento dell’Europa a livello globale. La metà teme un effetto domino, con altri Paesi UE in uscita, ma nel complesso è salda la fiducia delle imprese verso l’Unione Europea, che passa l’esame con un voto di sufficienza.

RAPPORTI CON IL REGNO UNITO. L’interscambio delle imprese lombarde con il Regno Unito vale nove miliardi di euro (+1,8%) su un totale Italia di 33 miliardi. Cresce soprattutto l’export, che passa da 5,2 a 5,3 miliardi, in gran parte macchinari (877 milioni). Milano è prima con un import-export di circa 3,4 miliardi, seguita da Bergamo, Varese e Brescia, con oltre 900 milioni ciascuna, e Monza e Brianza con circa 650 milioni. In forte crescita negli ultimi anni anche Mantova (+25,3%) e Como (+22,7%).
Milano esporta soprattutto macchinari, apparecchi elettrici e moda (circa 200 milioni di euro ciascun settore), Bergamo macchinari e prodotti chimici, mentre Sondrio, Lecco e Monza metalli; Brescia, Varese e Mantova vendono in Inghilterra soprattutto mezzi di trasporto, Cremona prodotti chimici, Pavia prodotti alimentari e Como moda.