Auto e Industria 4.0 al centro dell’assemblea ANFIA

by Redazione 0

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fcaEra dedicata a Industria 4.0 l’assemblea pubblica di Anfia, l’associazione della filiera automotive italiana, tenutasi il 24 novembre scorso a Cassino, presso lo stabilimento produttivo del gruppo FCA, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. L’obiettivo era approfondire il tema Industry 4.0, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione del nuovo paradigma al settore automotive e le attività che il Governo sta svolgendo per supportare le imprese italiane nell’affrontare questa quarta rivoluzione industriale.

I lavori sono stati aperti da Gianmarco Giorda, direttore di Anfia, che ha introdotto un video dedicato allo stabilimento FCA di Cassino, dove vengono prodotte le Alfa Romeo Giulia e Stelvio. La parola è quindi passata al Presidente dell’associazione, Aurelio Nervo, che ha illustrato lo scenario e le dinamiche che caratterizzano gli attuali trend evolutivi a livello internazionale, per poi analizzare i fattori di cambiamento economico e culturale che questi implicano, in particolare riguardo al mondo della mobilità. Nervo si è quindi soffermato sull’evoluzione dello scacchiere mondiale delle vendite e della produzione di autoveicoli, dando anche una rapida fotografia della situazione italiana. Il cuore dell’intervento è stato dedicato al tema centrale dell’assemblea: la digitalizzazione e il paradigma Industry 4.0 come driver di sviluppo per le imprese della filiera automotive.

“Le nostre imprese sono chiamate a dare un contributo importante all’innovazione del comparto manifatturiero sfruttando digitalizzazione e connettività come leve abilitanti essenziali per l’ammodernamento del sistema produttivo – ha affermato Nervo -. Secondo l’indagine Istat sull’innovazione nelle imprese nel periodo 2012-2014, il settore automotive ha investito, in termini di spesa per l’innovazione, 8.200 euro per addetto nel 2014, contro una spesa media di 6.200 euro. Gli investimenti per l’innovazione del settore automotive riguardano per il 71,8% della spesa complessiva la Ricerca & Sviluppo, per il 16,2% gli investimenti in macchinari e altre tecnologie materiali e per il 12% l’acquisto di tecnologia immateriale come brevetti, licenze, know-how e servizi di consulenza”.

auto_FiatpomiglianoSecondo il Presidente di Anfia, il paradigma Industry 4.0 può conoscere una piena realizzazione, nella filiera automotive, a patto che siano soddisfatte alcune condizioni fondamentali: il superamento del gap dimensionale e del digital divide delle imprese italiane, supportato da azioni di sostegno agli investimenti; il networking, attraverso la creazione di filiere virtuali, delle tante eccellenze automotive presenti sul territorio, puntando su progetti che facilitino anche l’esportazione e la creazione del valore sull’intera catena. Infine, una riqualificazione adeguata del capitale umano, attraverso la diffusione delle digital skills nei loro aspetti funzionali, specialistici, collaborativi e olistici, una maggior cooperazione con il mondo accademico e un proficuo confronto con le Parti Sociali, costituiscono un altro punto essenziale.

“Il cambio di paradigma comprende anche un nuovo modo di dialogare per tutti gli attori in gioco, politica compresa – ha aggiunto Nervo -. L’innovazione di processo, che verrà spinta e accelerata dalle misure di iperammortamento di macchinari e software, è un presupposto importante, ma necessita di una seconda gamba fondamentale: quella del supporto alla realizzazione di progetti di R&D Industry 4.0 che siano indentificabili con parametri chiari, e che vedano la guida di prime contractor, figure chiamate a svolgere il ruolo di integratori di filiera, facendosi garanti per le diverse componenti ed espressioni in essa rappresentate e collaborando con i Digital Innovation Hub nell’organizzare la domanda di finanza per l’innovazione. Per realizzare tutto questo serve, alla base, una legislazione armonizzata, stabile e competitiva”.

È quindi intervenuto Alfredo Altavilla, Chief Operating Officer EMEA di FCA, che si è concentrato sulle tecnologie e sui processi già adottati da FCA – come l’esplorazione di forme di intelligenza artificiale per la collaborazione uomo-robot o l’additive manufacturing – nel suo percorso di avvicinamento ad un ambiente di lavoro 4.0, esaminandone anche le principali sfide e ostacoli. Lo stabilimento in cui si è svolto l’evento, completamente ripensato per ospitare le nuove creazioni Alfa Romeo, costituisce, inoltre, un modello di eccellenza dal punto di vista della sostenibilità ambientale, un altro aspetto decisamente 4.0.

renzi_fcaIl successivo intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha riguardato gli orientamenti di politica industriale assunti dal Governo con il Piano Nazionale Industria 4.0 – che prevede, di qui al 2019, 20,4 miliardi di euro di incentivi e sgravi fiscali di cui le imprese possono usufruire in modo semplice – e con la Legge di bilancio attualmente all’esame del Parlamento.

Maurizio Stirpe, Vice Presidente Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali, si è focalizzato sulla necessità di accompagnare il processo di trasformazione dell’industria con adeguati strumenti formativi e finanziari e con un’evoluzione delle relazioni industriali in linea con il nuovo modello della manifattura intelligente.

In chiusura, è intervenuto il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha illustrato nel dettaglio le azioni intraprese e i provvedimenti avviati dal Governo per il rilancio della competitività del settore manifatturiero italiano, riuniti nel Piano Nazionale Industria 4.0, che punta a potenziare in chiave 4.0 strumenti incentivanti già in vigore e di dimostrata efficacia. Il Ministro ha parlato dell’automotive come “frontiera”, affermando che anche se con il Piano Nazionale Industria 4.0 il Governo ha scelto di non adottare politiche settoriali, è consapevole della forza trainante dell’automotive.

“Affinché nel processo di modernizzazione sia coinvolta tutta la filiera e si faccia un uso efficace degli strumenti fiscali e finanziari che il Governo ha messo a disposizione delle imprese – ha commentato il Presidente ANFIA – occorre uno sforzo di orientamento delle nostre PMI per aggregare la domanda di finanza e di innovazione nella convinzione che l’intero settore – dalle grandi aziende ai fornitori di secondo e terzo livello – possa assumere con impegno il ruolo di leader nel percorso di trasformazione in atto”.