Intelligenza artificiale, i CFO chiedono risultati misurabili e maggiore controllo

by redazione 0

L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più importante nei processi finanziari delle imprese, ma la sua crescente autonomia solleva interrogativi sulla governance, sui costi e sull’effettivo ritorno degli investimenti. Secondo il Global Finance AI Trust Index 2026 pubblicato da Esker, il 72% dei responsabili finanziari dichiara di aver sostenuto spese per l’AI superiori alle previsioni nell’ultimo anno.

La ricerca, condotta su 338 leader finanziari a livello globale, tra cui 137 CFO, analizza il grado di fiducia nell’intelligenza artificiale, i benefici ottenuti dalle organizzazioni e gli ostacoli che ne rallentano un’adozione più estesa.

Dai risultati emerge una tendenza precisa: le imprese intendono ampliare l’utilizzo dell’AI, ma chiedono maggiori garanzie sulla trasparenza delle decisioni, sulla sicurezza dei processi e sulla possibilità di mantenere una supervisione umana.

AI e processi decisionali: resta centrale il controllo umano

L’indagine evidenzia come l’intelligenza artificiale sia già entrata nelle attività operative dei dipartimenti finanziari. Il 32% degli intervistati utilizza l’AI per supportare azioni che vengono successivamente eseguite manualmente dai team, mentre il 29% consente ai sistemi intelligenti di intervenire previa approvazione umana.

La disponibilità a delegare diminuisce quando entrano in gioco decisioni strategiche. Il 78% dei CFO ritiene che l’AI non debba prendere autonomamente decisioni relative alla definizione degli obiettivi di fatturato, mentre il 74% esprime la stessa posizione per l’assegnazione delle risorse umane e dei budget destinati alle assunzioni.

«I CFO non stanno rifiutando una maggiore autonomia dell’AI, ma stanno valutando le barriere di protezione necessarie per aumentare la loro fiducia negli strumenti di AI», spiega Scott McDermott, CFO di Esker.

Produttività in crescita, ma il ROI resta da dimostrare

I benefici dell’intelligenza artificiale risultano particolarmente evidenti sul fronte dell’efficienza operativa. Il 58% dei responsabili finanziari segnala un aumento della produttività, mentre il 48% indica un miglioramento del cash flow.

Tra i CFO, la percentuale di chi riconosce un incremento della produttività raggiunge il 70%, contro il 50% degli altri leader finanziari.

La misurazione del ritorno economico rimane tuttavia una questione aperta. Il 65% dei CFO dichiara difficoltà nel collegare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a risultati aziendali specifici, mentre il 75% segnala un aumento dei costi relativi a software e licenze.

Questi dati indicano la necessità di accompagnare gli investimenti tecnologici con strumenti di valutazione capaci di dimostrare il contributo dell’AI alle prestazioni economiche delle imprese.

Qualità dei dati e governance frenano l’adozione

Tra i principali ostacoli all’espansione dell’intelligenza artificiale nei processi finanziari figurano la qualità dei dati, indicata dal 48% degli intervistati, e l’insufficiente integrazione tra sistemi finance e strumenti di AI, segnalata dal 42%.

Quest’ultimo aspetto assume particolare rilevanza per i CFO: il 58% considera l’integrazione una barriera significativa, contro il 31% degli altri responsabili finanziari.

Un ulteriore elemento riguarda l’impiego di strumenti non autorizzati. Il 66% dei leader intervistati sa o sospetta che i dipendenti utilizzino applicazioni di intelligenza artificiale non approvate dall’organizzazione, evidenziando la necessità di rafforzare le politiche di governance.

Verso un’intelligenza artificiale più autonoma e affidabile

Secondo Esker, la diffusione dell’AI nei processi finanziari richiede tre condizioni fondamentali: risultati economici misurabili, integrazione con i sistemi aziendali e meccanismi di controllo incorporati nei processi decisionali.

In questa direzione si inserisce il Synergy Agentic Framework sviluppato dall’azienda, progettato per ampliare l’autonomia dell’intelligenza artificiale nei processi source-to-pay e order-to-cash, mantenendo supervisione umana, sicurezza e controllo.

La prospettiva delineata dalla ricerca riguarda un tema che interessa l’intero sistema industriale: il valore dell’intelligenza artificiale non dipende soltanto dalle capacità tecnologiche, ma anche dalla possibilità di integrarla nei processi aziendali, verificarne i risultati e governarne le decisioni.