Abbigliamento protettivo: il ruolo delle procedure di igiene e controllo

by redazione 0

abbigliamento protettivo

Solo un fornitore professionale di servizi tessili è in grado di garantire il pieno rispetto delle norme di igiene e sicurezza dell’abbigliamento protettivo da lavoro. MEWA, che dalle sue 45 sedi in Europa fornisce abbigliamento da lavoro e con il suo sistema completo di servizi ne cura la gestione, la manutenzione, lo stoccaggio e la logistica, è leader in questo settore.  

Per risultare veramente efficace, l’abbigliamento protettivo deve innanzitutto rispondere ai requisiti di sicurezza specifici dell’ambiente di lavoro in cui viene indossato. Ma l’abbigliamento protettivo non deve solo essere sicuro, lo deve anche rimanere: deve quindi essere adeguatamente manutenuto per far sì che la sua funzione protettiva rimanga inalterata anche dopo il lavaggio.  Ma è anche importante che i processi di lavaggio assicurino un alto livello di igiene, un dettaglio rilevante soprattutto in tempi di pandemia. Il fornitore di servizi tessili MEWA soddisfa entrambi i requisiti. E lo fa con i massimi standard di qualità.

 

La sicurezza messa alla prova

Alla MEWA vengono effettuati approfonditi controlli, finalizzati sia ad accrescere il livello di sicurezza di chi indossa l’indumento protettivo, sia a garantire la tutela legale del datore di lavoro. In questo senso il fornitore di servizi tessili ha sviluppato un processo di gestione della qualità a tutto tondo: dalla scelta del tessuto, alla manutenzione e al controllo della funzione protettiva, fino alla documentazione di tutti i processi.

Il tessuto utilizzato per realizzare una collezione di abbigliamento protettivo viene già controllato nel Laboratorio Prove interno MEWA prima del suo utilizzo. Il tessuto viene lavato almeno 30 volte, viene lavorato e poi testato. Prima e durante l’utilizzo dei capi MEWA effettua poi un controllo sul tessuto: vengono prelevati campioni casuali per verificarne alcune proprietà, quali l’abrasione, la resistenza allo strappo e la resistenza del colore. “I controlli di qualità sul tessuto – spiega Thomas Hell, Direttore Tecnico MEWA Italia – non vengono effettuati sugli indumenti forniti a noleggio, ma direttamente sui lotti di tessuto che corrispondono a quelli utilizzati per i nostri capi.

Una volta che si inizia il regolare utilizzo dell’abbigliamento protettivo, dopo ogni lavaggio ciascun indumento viene controllato, riparato o sostituito se necessario. Infine, tutti i processi sono registrati e documentati in forma digitale.

In MEWA ogni indumento protettivo è sottoposto a un’ispezione da parte di personale esperto. Questo processo standardizzato viene effettuato anche mediante specifici strumenti tecnici: si utilizzano campioni per confrontare l’aspetto e i colori dell’indumento e appositi occhiali luminosi per controllare le proprietà riflettenti. In questo modo MEWA garantisce che l’abbigliamento fornito al cliente soddisfi la funzione protettiva specifica anche dopo ripetuti lavaggi.

In particolare, per l’abbigliamento protettivo ad alta visibilità, la ricerca MEWA ha sviluppato un sistema innovativo automatizzato e brevettato che digitalizza il processo di ispezione, rendendolo ancora più affidabile. Si prevede che questo  sistema verrà poi adottato da tutte le sedi MEWA entro il 2023.

 

Igiene certificata dal lavaggio alla consegna al cliente

La protezione è un importante punto di partenza. In realtà – un particolare tanto più rilevante in tempi di pandemia – occorre prestare particolare attenzione anche a come l’abbigliamento da lavoro viene lavato, affinché raggiunga un elevato livello di qualità igienica e possa quindi essere nuovamente consegnato al cliente con la massima sicurezza.

MEWA opera secondo il sistema RABC (Risk Analysis and Biocontamination-Control-System) e la relativa norma europea EN 14065. Nell’ambito della gestione dell’igiene, vengono implementati i requisiti della norma DIN EN 10524 per il settore alimentare.  Ogni indumento, compreso l’abbigliamento protettivo, è quindi così igienico che potrebbe essere indossato anche per la produzione alimentare.  Tutte le sedi MEWA sono inoltre certificate con il bollino wfk che garantisce che gli indumenti possono essere utilizzati anche in aree igienicamente sensibili. L’abbigliamento viene lavato a temperature comprese tra i 60 e i 75 °C con un’adeguata dose di sostanze disinfettanti, che assicurano la completa inattivazione di virus e batteri.

In tutte le sedi MEWA, in una prima fase si comincia a valutare il grado di sporco dei tessili e si adattano di conseguenza i processi di lavaggio, per garantirne la pulizia migliore. Inoltre, se necessario, vengono effettuate prove di lavaggio per determinare le migliori prestazioni possibili. Il processo di lavaggio prevede tra l’altro anche la disinfezione, il trattamento per la protezione dagli acidi, etc.

La catena dell’igiene prosegue fino alla riconsegna al cliente. Thomas Hell continua: “Una componente importante è il controllo microbiologico effettuato sugli indumenti asciutti e sui sacchi che li contengono, direttamente prima della riconsegna. Secondo i requisiti di certificazione, i controlli devono essere eseguiti regolarmente, per esempio mediante effettuazione di tamponi su capi, superfici ed operatori o attraverso l’ analisi dell’acqua di lavaggio per verificare la qualità igienica. In caso di anomalie, vengono adottati i necessari provvedimenti previsti dal sistema di gestione dell’igiene, cui segue un’ispezione di follow-up. In questo modo MEWA può garantire il rispetto sia della funzione protettiva che delle norme igieniche all’interno del suo sistema di servizi.