Macchine utensili, il 2026 riparte dal mercato interno
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Dopo un 2025 debole, l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione punta su una ripresa graduale nel 2026. Il sostegno principale dovrebbe arrivare dal mercato domestico, favorito dall’iperammortamento previsto dal nuovo Piano Transizione 5.0.
Secondo i dati presentati da UCIMU-Sistemi per Produrre in occasione dell’Assemblea dei soci, nel 2025 la produzione italiana del settore si è attestata a 6.391 milioni di euro, in lieve crescita dell’1% rispetto all’anno precedente. Il dato complessivo è stato però condizionato dalla flessione dell’export, sceso del 12% a 3.760 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è passato dal 67,5% del 2024 al 58,8%.
Sul fronte interno, invece, il quadro è risultato più positivo. Le consegne dei costruttori italiani sul mercato nazionale sono cresciute del 28,1%, raggiungendo 2.631 milioni di euro, mentre il consumo domestico è salito del 22,3% a 4.534 milioni. Il fatturato complessivo del comparto si è fermato a 9.330 milioni di euro.
Per il 2026 il Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU prevede un recupero contenuto ma diffuso. La produzione dovrebbe arrivare a 6.640 milioni di euro, con un incremento del 3,9%. Le esportazioni sono attese sostanzialmente stabili a 3.785 milioni, mentre le consegne sul mercato interno dovrebbero crescere dell’8,5%, raggiungendo 2.855 milioni. Il consumo italiano è previsto a 4.870 milioni, in aumento del 7,4%.
Il presidente di UCIMU, Riccardo Rosa, ha sottolineato il peso dell’instabilità internazionale, della debolezza europea e delle difficoltà dell’automotive, ma ha evidenziato anche il ruolo degli incentivi nel riattivare la domanda italiana. Secondo quanto emerso al Tavolo della Meccanica del MIMIT, il 90% delle domande di prenotazione risorse inserite nella piattaforma riguarda investimenti in macchine utensili.
La sfida per il settore sarà trasformare questa ripartenza in un nuovo ciclo di investimenti produttivi. Digitale, automazione e intelligenza artificiale stanno cambiando le regole della competitività manifatturiera e rendono sempre più centrale l’aggiornamento del parco macchine. Nonostante la fase complessa, l’Italia resta tra i principali player mondiali: quinta per produzione e consumo di macchine utensili, robot e automazione e quarta per export.