Transizione 4.0 – la trasformazione digitale del manifatturiero italiano

by redazione 0

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Barbara Colombo presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “Bene il Piano Transizione 4.0 ma, per sostenere la trasformazione digitale del manifatturiero italiano, è necessario rendere strutturali le misure in esso contenute”. 

Sono oltre 250 gli operatori del manifatturiero che hanno dato adesione al Webinar di Presentazione del Piano Transizione 4.0 organizzato da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, in collaborazione con Deloitte.

L’incontro di ieri fa parte della serie di appuntamenti – avviata nel 2017 – che l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione organizza tradizionalmente a inizio anno con l’obiettivo di illustrare alle imprese tutte le opportunità offerte dai provvedimenti inseriti nel Piano, così da facilitare e stimolare gli investimenti in nuove tecnologie di produzione, digitali e non. 

Credito di imposta per beni materiali e immateriali semplici, credito di imposta per beni materiali e immateriali 4.0, credito di imposta ricerca & sviluppo, credito di imposta formazione 4.0, sono alcune delle misure che saranno osservate dagli esperti che interverranno all’incontro.

Accanto alla presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, Barbara Colombo, che ha introdotto i lavori, il webinar ha ospitato gli interventi di Vito Marraffa, Partner STS Deloitte, Global Investment and Innovation Incentives, e di Silvia Cesarini, responsabile tecnico Deloitte, Global Investment and Innovation Incentives.

La nutrita presenza di imprese del settore e di imprese utilizzatrici ha dato la dimensione dell’interesse del manifatturiero per questa tematica particolarmente sentita in questo momento di risveglio della domanda. 

I dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU prevedono, infatti, per il 2021, un incremento a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici relativi all’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione. Crescerà la produzione a 5,8 miliardi di euro, il 16,6% in più rispetto al 2020, trainata dall’export, che si stima salirà del 12% a 3,2 miliardi, e dalle consegne dei costruttori sul mercato interno che dovrebbero sfiorare il valore di 2,6 miliardi, pari al 23% in più rispetto all’anno precedente. E crescerà anche il consumo, di oltre il 23%, a circa 4,2 miliardi.

Barbara Colombo, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha così commentato: “la diffusione del piano vaccinale, la presenza di EMO MILANO 2021, la fiera mondiale di settore che si terrà in ottobre a Milano e che da sempre agisce come moltiplicatore della domanda, insieme agli incentivi del Piano Transizione 4.0, sono i fattori che sosterranno e stimoleranno questa ripresa”. 

“In particolare – ha affermato la presidente – i provvedimenti, già presenti nei piani precedenti, non solo sono stati confermati, ma sono stati anche potenziati. La dotazione economica è capiente e per la prima volta, oltre al tema della tecnologia, è stato dato grande valore al tema della formazione, inserendo nel conteggio del credito di imposta anche il costo del formatore, la voce di spesa senza dubbio più onerosa per una PMI. Tutto questo ci fa dire che il Piano Transizione così strutturato è sicuramente un ottimo strumento per sostenere lo sviluppo del manifatturiero del paese. Ma non è purtroppo sufficiente”.

“Anzitutto rivolgendo lo sguardo al contingente – ha affermato la presidente Barbara Colombochiediamo siano resi immediatamente disponibili i decreti attuativi che permetteranno alle imprese di fruire delle misure contenute nel piano. Siamo già a marzo e non possiamo perdere ulteriori mesi preziosi per sostenere il rilancio del manifatturiero: serve chiarezza”. 

“In senso più ampio invece, occorre pensare di conferire alle misure un respiro temporale più ampio. Nel settore delle macchine utensili e dei sistemi di produzione, infatti, il processo di digitalizzazione non è distribuito in modo omogeneo tra le imprese e, anzi, la forbice tra i due poli è molto ampia. Abbiamo aziende che sono già in una fase avanzata della transizione, altre invece che non hanno neppure cominciato e dunque hanno necessità di un’assistenza particolare che permetta loro di avviare la trasformazione”. 

“In particolare – ha aggiunto Barbara Colombo – le misure portanti relative agli investimenti in nuove tecnologie dovrebbero avere valenza strutturale poiché la transizione è ancora in piena fase di dispiego e poiché, per sua natura, l’innovazione è un processo continuo. Infine, in materia di formazione, sebbene sia apprezzabile lo sforzo fatto dalle autorità di governo relativamente all’inserimento nel calcolo credito di imposta anche il costo del docente impegnato nell’attività di formazione 4.0, molto deve essere ancora fatto. Anche in questo caso il tema va trattato in senso più ampio”.

“Dal lato delle imprese, le aziende hanno bisogno di formazione intesa come consulenza sulla direzione da prendere in termini di tipologia di investimenti e di trasformazione dei processi, per questo occorre sostenere lo sviluppo dei Competence Center, come il MADE, che devono divenire il punto di riferimento per l’innovazione delle aziende”.

“Dal lato della scuola, occorre un radicale intervento che valorizzi il ruolo dei percorsi scolastici di formazione tecnica a livello di istituti superiori e di scuole post diploma come gli ITS, così da favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Solo così potremo cominciare a porre le basi per risolvere due problemi che affliggono il nostro sistema paese: la difficoltà delle imprese di trovare giovani preparati e la difficoltà dei giovani di trovare un’occupazione. Ne ha parlato anche il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo primo discorso. Un passaggio, questo, molto apprezzato perché riguarda non solo le nostre aziende ma riguarda il futuro dei nostri giovani e, con loro, quello del paese. Ora speriamo che questa ispirazione trovi esplicitazione concreta nelle attività che le autorità metteranno in campo di qui ai prossimi mesi”.