Logistica italiana da record: 2,5 miliardi di fatturato
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Nel 2024 i principali operatori della logistica in Italia – GLS, Fercam, FedEx Italia e Poste Italiane – hanno registrato un fatturato complessivo di circa 2,44 miliardi di euro, un record storico che conferma il peso strategico del settore per l’economia nazionale. Tanto è vero che, secondo l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, il mercato italiano della logistica conto terzi vale, nel 2024, ben 117,8 miliardi di euro, con una crescita prevista dell’1,7% rispetto al 2023.
Le sfide del settore
Il settore, anche alla luce delle recenti tensioni geopolitiche, si trova a dover affrontare sfide complesse come l’aumento dei costi energetici e della manodopera, la pressione sui canoni di locazione e la gestione di reti di fornitori sempre più frammentate. Allo stesso tempo, si registra una fase di consolidamento e innovazione: negli ultimi due anni si sono registrate ben 36 operazioni di M&A per un valore complessivo di circa un miliardo di euro. Da qui la scelta, da parte dei principali player del settore, di adottare TIAKI Logistics, la piattaforma digitale che riunisce realtà impegnate nello sviluppo sostenibile della filiera logistica in chiave ambientale, sociale e di governance. La piattaforma consente di consolidare in un unico flusso operativo la gestione della conformità, della due diligence, delle performance e delle gare, riducendo tempi, costi e rischi legali e finanziari, comprese le conseguenze derivanti dalla responsabilità solidale, grazie a controlli accurati su contratti e documenti dei fornitori. In questo modo, committenti e operatori logistici possono migliorare trasparenza, affidabilità e gestione complessiva della filiera, integrando tutti i processi di verifica e valutazione ESG in un unico ambiente digitale.
Prevenire le criticità
Dotarsi di politiche anticorruzione, sistemi di controllo, trasparenza nella rendicontazione e monitoraggio della supply chain è ormai fondamentale per prevenire criticità e migliorare l’efficienza operativa. Non a caso secondo un’analisi riportata dall’Osservatorio Bilanci Sostenibilità, l’adozione di sistemi strutturati di compliance ESG genera benefici concreti: il 63% delle aziende registra un rafforzamento dell’immagine del brand, mentre il 38% dichiara di aver conquistato nuovi clienti grazie a maggiore credibilità e trasparenza. L’impatto positivo si estende però anche all’interno delle organizzazioni: il 66% delle realtà analizzate evidenzia infatti un miglioramento nella gestione dei rischi, con particolare riferimento a quelli legati alla supply chain, confermando come un approccio ESG integrato rappresenti una leva concreta per aumentare controllo, affidabilità e resilienza dei processi: “Assumersi la responsabilità della propria filiera logistica significa definire criteri rigorosi per ogni fase della supply chain, dalla qualificazione dei fornitori alla conduzione di verifiche periodiche basate su evidenze. L’impiego di strumenti digitali di monitoraggio permette di individuare tempestivamente potenziali criticità e di governare in modo proattivo i rischi finanziari, giuridici ed ESG, rafforzando un rapporto con i partner improntato a trasparenza, affidabilità e miglioramento continuo”, commenta Martina Castoldi, sustainability expert, amministratrice delegata di Tiaki Logistics e co-founder di Eetra.

Innovazioni normative e tecnologiche
In questo scenario si collocano anche importanti innovazioni normative e tecnologiche. Tra queste spicca il Cigal, il cruscotto informativo italiano che qualifica gli appaltatori nella logistica, introducendo un controllo preventivo sulla regolarità fiscale, contributiva e sociale dei fornitori, convertito in legge del DL n. 73 2025 “Infrastrutture”. Il sistema consente alle aziende di valutare e gestire i rischi lungo tutta la supply chain, migliorando così sicurezza e affidabilità. L’attenzione alla compliance si intreccia con altre normative internazionali come Csddd (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e LKSG (Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz), che fissano nuovi standard di responsabilità e sostenibilità. In questo contesto, le imprese devono integrare tecnologie digitali, gestione dei dati e criteri ESG per trasformare la conformità normativa in un vero vantaggio strategico.
Il Logistico dell’Anno 2025,
Proprio di queste sfide si è parlato nel corso della 21ª edizione del premio Il Logistico dell’Anno 2025, promosso da Assologistica insieme a Euromerci e Assologistica Cultura e Formazione, con il titolo “La logistica oltre i nostri confini”. Al centro dei lavori della giornata la riflessione sul ruolo della filiera logistica oltre i confini nazionali, esplorando alcune tra le best practices europee, collaborazione internazionale e relazioni operative tra Italia, Paesi Bassi, Florida, Tunisia, Cina e Hong Kong. “È fondamentale integrare i criteri ESG, monitorare i rischi e certificare la regolarità dei fornitori – ha sottolineato Giada Benincasa, di Adapt – Tutti strumenti che aiutano le aziende a gestire la complessità normativa e a promuovere uno sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera.” A completare il quadro, Carlo Rossini, CEO e co-founder di Eetra, ha aggiunto un punto operativo chiave: “Csddd, Lksg e Cigal fissano nuovi standard che richiedono un approccio concreto. La piattaforma supporta le aziende nel rispettarli, premiando chi investe in governance, sicurezza e sostenibilità e trasformando le normative in leve strategiche di competitività.” Con questi temi al centro del dibattito, il 2025 si chiude con un settore logistico italiano pronto a guardare al futuro tra crescita economica, digitalizzazione e sostenibilità. L’adozione di soluzioni integrate dimostra come innovazione, compliance e trasparenza possano diventare leve strategiche per guidare l’intera filiera verso efficienza e sviluppo sostenibile, sia a livello nazionale sia internazionale.