Caro energia – destino incrociato tra tensioni geopolitiche e tassonomia verde

by redazione 0

Non bastano i timori di un possibile conflitto nell’Est europeo. In Ue è scoppiata la battaglia sulle regole della tassonomia verde

di Franco Metta

C’è una guerra che si vuole evitare e una battaglia invece che è già in corso. Entrambe le situazioni stanno generando tensioni che alimentano speculazione e favoriscono l’aumento del costo dell’energia che imprese e cittadini possono facilmente leggere nelle bollette.

La guerra è quella in Ucraina, che si sta cercando di evitare con la strada della diplomazia. Domani è previsto a Bruxelles il vertice Nato e dei ministri Ue in cui probabilmente si discuterà di possibili ulteriori sanzioni verso la Russia. Tensioni geopolitiche che finora hanno avuto ripercussioni sui prezzi del gas naturale, le cui riserve sotterranee sono scese sotto la soglia di allarme del 50%, mentre gli stock sono pieni al 70%.

La battaglia, secondo le pagine del Financial Times di oggi, è in corso proprio a Bruxelles e riguarda la transizione ecologica. In particolare sulle regole della finanza verde o se preferite della tassonomia. Tre Paesi Ue, Austria, Lussemburgo e Spagna, dopo il pronunciamento degli esperti Ue di settimana scorsa, si sono dichiarati contrari all’inclusione degli investimenti del nucleare e del gas nella tassonomia. Anche l’esito di questa battaglia è destinato ad avere ripercussioni sui costi delle materie prime.

Teresa Ribera, vicepremier spagnola e ministro della transizione ecologica, ha dichiarato che includere nucleare e gas sarebbe un “errore” che non consentirebbe alla UE di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Per questo Madrid sarebbe pronta ad applicare il proprio standard anziché quello della tassonomia dell’UE come riferimento base per l’emissione di nuovo debito.