Dazi americani: a rischio competitività e investimenti in macchine utensili

by redazione 0

L’amministrazione statunitense ha esteso l’ambito di applicazione dei dazi già esistenti ai sensi della Sezione 232 su acciaio e alluminio, includendo per la prima volta anche una tipologia di macchina utensile: i centri di lavoro per metalli. Queste macchine rappresentano quasi il 15% delle esportazioni di macchine utensili dei membri CECIMO verso gli Stati Uniti, uno dei mercati extraeuropei più rilevanti per il settore. Secondo i dati doganali, la misura potrebbe colpire esportazioni europee per un valore di circa 500 milioni di euro.
In base alle nuove regole, i centri di lavoro saranno soggetti a un dazio del 50% sul valore del contenuto in acciaio e alluminio, a cui si aggiunge un dazio di base del 15% applicato al resto della macchina. A seconda del contenuto di acciaio, ciò genera un onere tariffario che, in termini effettivi, può avvicinarsi al 50%. Inoltre, le nuove disposizioni non si applicano solo alle macchine nuove, ma anche ai ricambi.

Oltre all’inclusione del codice HTS 845710, gli esportatori devono adempiere a nuovi obblighi dichiarativi previsti dalla Sezione 232. La dogana statunitense richiede ora di dichiarare il paese d’origine in cui l’acciaio è stato trasformato e lavorato. I produttori europei sono quindi obbligati a identificare e calcolare il contenuto in acciaio e alluminio di ogni macchina esportata negli USA, con conseguenti aggravi amministrativi e regolatori, elevata incertezza sul piano della conformità legale e, nel peggiore dei casi, esposizione a sanzioni.
Ancora più grave è che l’onere amministrativo aggiuntivo risulta del tutto sproporzionato rispetto ai ricavi generati dalle esportazioni di macchine. I costi e gli adempimenti imposti dalle normative doganali USA stanno bloccando le esportazioni europee e, nel medio termine, rischiano di frenare anche gli investimenti negli Stati Uniti. I settori che dipendono dalla tecnologia di produzione europea – come l’automotive, la meccanica, l’aeronautica e la difesa – stanno perdendo competitività. Il blocco reciproco indebolisce entrambi i poli produttivi.
L’inclusione dei centri di lavoro nell’elenco dei beni tariffati genera costi aggiuntivi rilevanti per gli esportatori europei, indebolendo allo stesso tempo la competitività delle industrie statunitensi a valle, che dipendono fortemente dalle tecnologie manifatturiere avanzate europee.
Inoltre, l’amministrazione statunitense ha dichiarato l’intenzione di introdurre un processo formale per l’aggiunta di ulteriori codici prodotto alla Sezione 232 tre volte l’anno, accrescendo ulteriormente l’incertezza del quadro commerciale.

Questi dazi esercitano una pressione significativa sul settore delle macchine utensili: aumentano i costi e l’incertezza per gli esportatori europei, creano ulteriori oneri amministrativi legati alle dichiarazioni di origine dell’acciaio, e generano instabilità di mercato per i produttori statunitensi dipendenti dagli utensili di precisione europei.
Rendendo più costose le macchine utensili europee sul mercato USA, tali misure rischiano di erodere la competitività dell’industria manifatturiera americana, oltre a compromettere la posizione degli esportatori europei. In ultima analisi, i produttori europei si trovano davanti a una minaccia esistenziale, che potrebbe portarli a cessare del tutto le attività sul mercato statunitense.«L’industria manifatturiera europea è leader globale in innovazione e soluzioni di precisione. L’imposizione di dazi sproporzionati sulle nostre esportazioni danneggerà entrambe le sponde dell’Atlantico. Invitiamo la Commissione europea ad avviare urgentemente un confronto con l’amministrazione statunitense per escludere le macchine utensili europee dall’ambito di applicazione dei dazi della Sezione 232 su acciaio e alluminio. CECIMO è pronta a supportare la Commissione in queste discussioni» — Filip Geerts, Segretario Generale CECIMO.