Vendite al dettaglio, il futuro è (già) tecnologico

by Redazione 0

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smart-storesNon solo domotica. Anche per i negozi al dettaglio, quelli per cui l’Italia è famosa in tutto il mondo (immagini veicolate da film e telefilm comprese), sarà presto ora di vetrine interattive… mentre già esistono totem e chioschi digitali con pubblicità dinamiche, sistemi per l’accettazione di coupon e operazioni di fidelizzazione attraverso i dispositivi mobili, app e tablet per i commessi, forme di acquisto miste tipo “clicca e ritira”. Secondo l’Osservatorio innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano, sono ormai queste le direzioni verso cui anche in Italia si sta dirigendo il retail tradizionale, sempre per migliorare l’esperienza degli acquisti, rispondendo all’esigenza di comprare su ogni canale possibile e ampliare l’offerta. Il quotidiano finanziario Italia Oggi cita fra chi investe in questo comparto L’Oréal, Miroglio, Gruppo VéGé e Intesa Sanpaolo.
Dalla ricerca, condotta sui primi 300 top retailer italiani per fatturato, risulta che l’86% investe in innovazioni nel back-end (i processi d’interazione retailer-fornitori o interni) focalizzandosi al 21% sui sistemi di business intelligence analytics (per mappare il comportamento dei clienti), al 18% sulle soluzioni di CRM (Customer Relationship Management, gestione della relazione con il cliente) e al 18% sulle soluzioni in supporto di fatturazione elettronica e dematerializzazione.
Inoltre si punta sull’omnicanalità: nel 2015 il 50% ha investito in innovazione per interagire con i clienti a distanza, in particolare il 21% ha sviluppato o potenziato il sito informativo e il 22% l’e-commerce, il 29% l’app o il sito mobile e il 18% ha implementato la comunicazione nei social network. Sull’acquisto nel punto vendita, il 33% ha introdotto innovazioni come app o siti mobile con funzionalità in negozio (27%), soluzioni per l’accettazione di pagamenti innovativi (18%) e sistemi informatici in supporto del personale o di vendita on line nel negozio (17%).