Strategie vincenti nella strumentazione e automazione

by Redazione 0

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A che punto si trova il settore della strumentazione e dell’automazione industriale, di processo e di laboratorio, nonché delle infrastrutture industriali e di pubblica utilità? Se lo è chiesto l’associazione di settore, G.I.S.I., che nel corso dell’ultima dell’Assemblea Generale, tenutasi nella sede di Cinisello Balsamo (MI) il 9 giugno scorso, ha illustrato i risultati di una ricerca economica condotta in collaborazione con IRCrES-CNR.

gisi_grafico_gifOSSERVATORIO IN TRE PARTI. I punti salienti dello studio sono stati illustrati all’Assemblea dal Prof. Giampaolo Vitali dell’IRCrES. L’Osservatorio è suddiviso in tre parti. La prima prende in esame i bilanci depositati dalle società di capitale con fatturato compreso tra 1 e 50 milioni di euro e si riferisce al biennio 2013-2014: nel complesso, le piccole e medie imprese, oggetto della rilevazione, mostrano buone performance e una buona struttura finanziaria nel periodo in esame, frutto quindi di strategie di crescita vincenti.
La seconda parte dello studio IRCrES – G.I.S.I. esamina in dettaglio alcune famiglie di strumenti di misura e controllo vendute in Italia nel 2014 e il trend relativo al 2015. In particolare sono stati presi in considerazione regolatori di potenza, indicatori e intercettatori, regolatori di processo, termoregolatori, registratori, misuratori di portata e contatori di calore, strumenti per misura di livello, pressione, temperatura, analizzatori di processo (per liquidi). Il mercato, per queste famiglie di prodotti, è valutato in circa 450 milioni di euro nell’anno 2014.
La terza parte si sofferma invece sui mercati di sbocco della produzione settoriale, valutando per il biennio 2015 e 2016 tre fattori: l’impatto economico della variazione del cambio euro/dollaro, che determina una significativa svalutazione della nostra divisa e un rafforzamento del dollaro di pari intensità, con ripercussioni positive per le esportazioni e negative per le importazioni dagli Stati Uniti; il crollo del prezzo del petrolio, passato dai 100-140 dollari al barile del 2008 ai 30-50 dollari del 2016, con impatto negativo per le imprese che operano nel settore Oil & Gas upstream e positivo per i settori ad alta intensità di energia; il rallentamento della crescita in Cina, il cui PIL non cresce più a doppia cifra.

SCENARIO POST-CRISI. “Dopo la crisi del 2009 il quadro economico appare profondamente mutato – ha spiegato Vitali -. In questo contesto, le imprese che stanno producendo i risultati migliori sono quelle che, indipendentemente dalle dimensioni, hanno saputo adattare il loro modello di business”. Secondo il ricercatore di IRCrES, l’elevato livello di innovazione che caratterizza questo settore abilita l’aumento di efficienza e di produttività in tutto il sistema produttivo nazionale, favorendone il miglioramento competitivo in un momento delicato caratterizzato dal rinnovamento delle produzioni tradizionali.
“Le aziende hanno dimostrato di saper reagire a un periodo di grande difficoltà con il giusto mix di innovazione, carburante fondamentale per chi opera in questo settore, ed equilibrio, gettando le basi per una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo”, ha commentato il Presidente di G.I.S.I., Sebastian Fabio Agnello .
Nel corso dell’assemblea, Agnello ha anche illustrato le attività svolte dall’associazione nell’ultimo anno, con un particolare focus sui nuovi servizi e sulle iniziative caratterizzate da maggiore potenziale innovativo.

Con 250 associati, G.I.S.I. – Associazione Imprese Italiane di Strumentazione dal 1974 rappresenta il settore della strumentazione industriale e automazione dei processi produttivi, il cui valore è pari a 3,6 miliardi di euro.