Storchi: “legare il salario alla redditività delle imprese”

by Redazione 0

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Intervenendo all’Assemblea dei Gruppi merceologici “Meccaniche” e “Siderurgiche, Metallurgiche e Fonderie” dell’Unione Industriali varesina, il Presidente di Federmeccanica Fabio Storchi ha fatto il punto sul quadro congiunturale dell’industria meccanica e delineato i paletti della Federazione sul delicato tema dei rinnovo del contratto di lavoro.

SCENARIO ECONOMICO. “Non siamo ancora usciti dal tunnel: il 2015 si è chiuso con andamenti produttivi settoriali moderatamente negativi dopo un inizio che pareva incoraggiante. Si è infatti passati da dinamiche espansive osservate nella prima metà dell’anno, a fenomeni recessivi nella seconda metà – ha affermato Storchi -. In particolare nel terzo trimestre, quando i volumi di produzione si sono contratti dello 0,3% rispetto al secondo, cui ha fatto seguito una nuova flessione congiunturale (-0,2%) nel quarto”.
Il presidente di Federmeccanica ha anche spento i facili ottimismi sulla ripresa: “Per quanto attiene le aspettative a breve, i dati della nostra indagine trimestrale non lasciano intravvedere, almeno per la prima parte del 2016, modifiche sostanziali della congiuntura settoriale – ha dichiarato agli imprenditori della meccanica presenti in sala -. Si confermano deboli le consistenze del portafoglio ordini e sono attesi stabili i volumi di produzione rispetto alla fine del 2015. Il rallentamento in atto dell’economia globale rischia di mantenere un andamento alterno della nostra produzione ancora lontanissima dai livelli pre-crisi”.
Bisogna infatti ricordare che l’industria metalmeccanica italiana ha perso in questi anni il 30% della produzione, il 25% della capacità produttiva e quasi 300mila posti di lavoro. “Numeri di una guerra senza che ci sia stata una guerra”, ha commentato Storchi.

RINNOVO CCNL. In questo scenario si inseriscono le trattative sul rinnovo del Contratto nazionale di lavoro: “Dobbiamo avviare una fase di ricostruzione perché niente sarà più come prima ed ognuno deve fare la sua parte – ha detto Storchi -. La nostra proposta di rinnovo va in questa direzione: siglare un Contratto nazionale che sia sostenibile per le imprese e di garanzia per i lavoratori”. Il presidente di Federmeccanica ha ricordato che, anche durante la crisi, le retribuzioni nominali sono cresciute del 26%, mentre la ricchezza è diminuita del 18%. “Non possiamo più permetterci aumenti ‘a pioggia’ – ha aggiunto -. E’ imprescindibile legare il salario alla redditività delle imprese. Così facendo si aumenterebbe anche il valore reale delle retribuzioni dei lavoratori grazie all’abbattimento del cuneo fiscale che passerebbe da quasi il 40% degli incrementi contrattuale al 10% dei premi di risultato”.
Per Storchi, il CCNL non va sminuito, ma “deve essere un cardine delle relazioni industriali, svolgendo una funzione di garanzia e tutela. Con la nostra proposta intendiamo garantire ai lavoratori: minimi adeguati all’andamento reale del costo della vita, forme di retribuzione variabile prevedendo un importo minimo; assistenza sanitaria estesa anche ai familiari un innalzamento del contributo a Cometa a carico delle sole imprese, un diritto soggettivo alla formazione. Si tratta di un passaggio importantissimo, dal costo all’investimento della persona. Dobbiamo difendere l’impresa ed il lavoro con un nuovo Patto fondato su due capisaldi: l’impresa come bene comune e la centralità della persona. Dobbiamo farlo insieme”.

PRESIDENTI GRUPPI MERCEOLOGICI. Le assemblee dei gruppi merceologici quest’anno erano elettive: alla Presidenza delle imprese del settore meccanico è stato confermato Giovanni Berutti, della SPM Spa di Brissago Valtravaglia, mentre alla guida degli imprenditori del settore metallurgico è stato eletto Dario Gioria, della Gioria Spa di Lonate Pozzolo.

INDUSTRIA VARESINA. Nel corso delle assemblea, è stato fatto anche il punto sulla congiuntura nella provincia di Varese. Il settore metalmeccanico ha chiuso l’ultimo trimestre dell’anno scorso con un miglioramento rispetto al rallentamento registrato nel periodo estivo, grazie soprattutto all’export.
Il 2015 si è chiuso con un incremento delle esportazioni generate dalla provincia di Varese pari ad un +8,2% rispetto al 2014, a quota 6,6 miliardi di euro, che rappresenta il 64% dell’export locale. È andato bene soprattutto il comparto delle macchine e degli apparecchi meccanici cresciuto all’estero del 12%, così come i mezzi di trasporto: +5,5%. Oltremodo positivo anche l’andamento delle altre voci del metalmeccanico, con esportazioni cresciute del 7,1% rispetto all’anno precedente.