SKF Industrie S.p.A., buoni risultati nel 2015

by Redazione 0

SKF-2015

SKF-2015Alrik Danielson, president e CEO di SKF, nella relazione di fine anno ha spiegato che per il Gruppo “la domanda del quarto trimestre 2015 è stata in linea con le nostre previsioni, fatta eccezione per il Nord America, dove abbiamo assistito a un calo più marcato, riconducibile sia all’indebolimento della domanda sia all’alleggerimento delle scorte nella catena di fornitura. Le vendite in valuta locale hanno fatto registrare una diminuzione del 5%, guidata principalmente da una contrazione dei volumi di vendita nell’ambito dell’industrial market, il cui effetto non è stato neutralizzato dalla crescita dei volumi registrata nell’automotive”.
Le contromisure hanno funzionato: “Per fronteggiare le difficili condizioni di mercato, nel corso dell’anno ci siamo maggiormente concentrati nel rafforzare la nostra solidità patrimoniale, nell’adeguare la struttura organizzativa e le modalità operative. Per tale ragione, sono lieto di poter riconfermare livelli di flusso di cassa molto robusti che hanno portato a una riduzione del capitale di funzionamento e del debito netto. I cambiamenti strutturali attuati nel corso dell’anno hanno consentito uno snellimento e ci hanno permesso di porre maggior attenzione sulla nostra attività principale: i cuscinetti e le soluzioni che incrementano l’efficienza delle macchine”.
Ezio Miglietta, amministratore delegato della SKF Industrie S.p.A., ha inoltre dichiarato: “La domanda di prodotti e servizi SKF si è sviluppata positivamente durante il 2015 ed è stata caratterizzata da un andamento a due velocità: effervescente nella prima parte dell’anno e più cauto nella seconda parte. Nel complesso si è trattato di un anno positivo che si è chiuso con un fatturato che è cresciuto del 4,5% rispetto al 2014, riportandosi oltre la soglia dei 900 milioni di euro che aveva caratterizzato gli anni precedenti al 2009. L’utile operativo, escludendo gli oneri straordinari, è stato di 87,3 milioni di euro e il margine operativo ha raggiunto il 9,6%. I costi non ricorrenti, pari a un importo di circa 21 milioni di euro, hanno riguardato gli oneri legati agli andamenti dei tassi di cambio, la pulizia di alcune poste di bilancio e il programma di riorganizzazione aziendale. Da questa riorganizzazione – necessaria per aumentare il livello di efficienza della società – ci attendiamo i primi riscontri positivi a partire dal 2016. L’andamento positivo del fatturato sul mercato interno ha contraddistinto tutte le nostre principali aree di mercato e in particolare il settore automotive che ha fatto registrare una crescita superiore al 15,7% rispetto al 2014. Il settore Industrial ha mostrato buoni segnali di ripresa ed ha chiuso l’anno con un fatturato in aumento del 2,8% mentre è stato del 13,3% l’incremento della parte Specialty. Le vendite sul mercato estero hanno visto una leggera riduzione dei volumi ampiamente compensata da un netto miglioramento del mix di prodotto”.