Segnali di stagnazione per la metalmeccanica

by Redazione 0

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Federmeccanica ha presentato oggi l’indagine congiunturale trimestrale sull’industria della metalmeccanica, da cui emerge un scenario di difficoltà per le imprese italiane. In particolare – ha spiegato Angelo Megaro, Direttore del Centro studi di Federmeccanica – nel secondo trimestre dell’anno l’attività produttiva del comparto metalmeccanico ha registrato una flessione media dell’1,2% rispetto al trimestre precedente, mentre i volumi risultano ancora inferiori del 28,7% rispetto al primo trimestre 2008, che ha segnato l’inizio della crisi.

TUTTI I SETTORI IN ROSSO. Il peggioramento ha interessato la quasi totalità dei comparti: la produzione di metalli e prodotti in metallo è diminuita dello 0,9%, quella di macchine elettriche dell’1%, mentre la costruzione di macchine ed apparecchi (la cosiddetta meccanica strumentale) ha accusato una flessione del 2,1%. Segno meno (-1%) anche per i mezzi di trasporto, comparto che l’anno scorso aveva sostenuto la crescita dell’intero settore.

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RISULTATI ATTESI: “I risultati di questa indagine trimestrale sono amari ma, purtroppo, ampiamente attesi – è il commento di Alberto Dal Poz, Vicepresidente di Federmeccanica -. Sui livelli di produzione metalmeccanici pesano infatti la stagnazione della domanda interna per beni di consumo (già evidenziata dall’Istat nel secondo trimestre del 2016) e la flessione degli investimenti in macchine ed attrezzature insieme ad un drastico rallentamento dell’interscambio”.

TIENE L’EXPORT. Resta in territorio positivo l’export, con 100 miliardi di euro di vendite all’estero nei primi sei mesi, ma la crescita si ferma in ogni caso sotto il punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-0,7%). Nessuna buona nuova neanche sul fronte dell’occupazione, che nelle imprese metalmeccaniche con oltre 500 addetti è diminuita tra gennaio e giugno 2016 dello 0,6%, in termini tendenziali, mentre risulta aumentato il ricorso all’istituto della Cassa Integrazione Guadagni che, rispetto al primo semestre del 2015, è mediamente cresciuto dell’11,1%, in presenza di una impennata delle ore di CIG straordinaria (+32,3%).

ANCORA NEL TUNNEL. “Non siamo ancora fuori dal tunnel – dichiara Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica – come emerge chiaramente dall’indagine periodica che Federmeccanica conduce presso un campione di imprese associate, e non si intravede nelle previsioni a breve alcuna positiva evoluzione della congiuntura. La produzione metalmeccanica dal 2007 ad oggi è diminuita di circa il 30% e sono stati cancellati 280.000 posti di lavoro. Niente sarà più come prima, dobbiamo prenderne atto”.

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USCIRE DALLA STAGNAZIONE. “Il sentiment delle imprese – conclude Dal Poz – è quello di vedere nel prossimo futuro una sostanziale stagnazione: gli ordini non crescono e circa un terzo delle imprese li valuta oggi insufficienti a garantire il normale svolgimento della propria attività produttiva. La parola d’ordine è quindi ‘tornare a crescere, a creare ricchezza’ e farlo nel più breve tempo possibile. Non potendo contare su una solida ripresa economica, occorre agire su altri fattori che non penalizzino né le imprese né il lavoro”.
Le proposte di Federmeccanica vanno proprio in questa direzione, “privilegiando la contrattazione di secondo livello e lo stretto legame tra salario e produttività – ha aggiunto Dal Poz -. Siamo fiduciosi che anche le parti sindacali, di fronte a questo scenario, siano responsabili e consapevoli di dover fare la propria parte. Serve una collaborazione per la competitività, come l’ha definita il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia”.