Sabatini – Dagli emendamenti al Dl Sostegni bis nuova linfa per la ripresa

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Le ipotesi sugli emendamenti al Dl Sostegni bis puntano a rafforzare la ripresa economica in atto. Da sciogliere il nodo del rinvio della riscossione fiscale

di Franco Metta

Prendono corpo dopo le riunioni al ministero dello Sviluppo economico e in commissione bilancio alla Camera le ipotesi sui possibili emendamenti al decreto Sostegni bis.

In primis il rifinanziamento della nuova Sabatini, la legge che incentiva l’acquisto di beni strumentali e il cui sportello è stato chiuso anzitempo per esaurimento delle risorse. L’ipotesi allo studio riguarda in questo caso un ulteriore stimolo di 680 milioni di euro.

Si pensa inoltre a una nuova tornata di incentivi alla rottamazione delle auto, con l’eventualità, proposta dalla Lega, di allargare il bonus anche a quelle auto usate che soddisfano i parametri ambientali e questo per venire incontro a coloro che non possono permettersi un’auto nuova. Questa misura cuberebbe circa 400-500 milioni di euro.

E sul fronte del lavoro si sta cercando di superare la difficoltà dei datori di lavoro a trovare personale introducendo la decontribuzione per il settore del turismo e quindi poter aumentare le retribuzioni per gli stagionali.

Infine sul tavolo due questioni particolarmente spinose: l’ampliamento del fondo per i comuni a rischio default che ora offrirebbe un aiuto a 380 comuni degli 800 a rischio dissesto e il rinvio dei versamenti fiscali previsti per il 30 giugno. Dal rinvio fino a fine anno chiesto dalla Lega si potrebbe giungere a un compromesso fino al 30 settembre anche se il Mef sarebbe più propenso a concedere tempo fino al 20 luglio.

Le risorse inizialmente stanziate per coprire gli emendamenti che sopravviveranno all’esame di ammissibilità, pari a 800 milioni di euro, sono aumentate grazie al risparmio ottenuto sui contributi a fondo perduto. Il parlamento ha dunque sulla carta un margine di manovra più ampio. L’obiettivo per tutti, partiti e governo, è utilizzare al meglio queste risorse per non soffocare la ripresa in atto che, per quest’anno, è stimata nell’ordine del +4,5% del Pil.