Ricerca spaziale, l’Italia in prima fila

by Redazione 0

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marteMentre sta per aprirsi a Roma la Terza Conferenza Internazionale sulla Ricerca Spaziale (organizzata dalla Commissione Europea per presentare i risultati più rilevanti del programma FP7 di Horizon 2020 il prossimo 15-16 settembre) e la prima astronauta italiana Samantha Cristoforetti sta concludendo l’addestramento per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale a fine novembre, nel costituire reti di collaborazione e condivisione i ricercatori, scienziati e rappresentanti del mondo industriale e accademico per i prossimi anni hanno l’obiettivo dell’esplorazione di Marte.
Gli Stati Uniti detengono già il record della massima distanza percorsa sulla superficie di un altro corpo celeste, detenuto da due mesi dal rover Opportunity atterrato su Marte nel 2004: in attesa del prossimo lancio nel 2020, stanno ora sviluppano lo Space Launch System (SLS), il più potente razzo vettore mai costruito per portare l’uomo su Marte probabilmente già nel 2030, con le conseguenti ricadute tecnologiche nella vita quotidiana di tutti.
Il Pianeta rosso rappresenta un traguardo strategico anche per l’Europa, come ha sottolineato di recente Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Nel 2016 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lancerà la missione ExoMars a cui seguirà nel 2018 una seconda missione, progetto a cui l’Italia partecipa attivamente “con diversi strumenti scientifici sviluppati dalle Università e dagli Enti di ricerca, con il contributo dell’industria privata”.
Ulteriore dimostrazione che, se vuole e s’impegna, l’Italia può arrivare anche su Marte (e non per finta, come nel celebre film Capricorn One).