Ricerca, nuove frontiere tecnologiche dalle nanoparticelle

by Redazione 0

Nanotech

NanotechSe ne parla molto, anche se non sempre a proposito. Le nanotecnologie potrebbe presto aprirci scenari fino a pochissimi anni fa del tutto inimmaginabili, più o meno come avere in tasca un computer che oltre a telefonare, spedire testi e filmati sia in grado anche di scattare delle foto: l’avreste detto, 15 anni fa?
Piccolissimi aggregati da 1 a 100 nm (un’unità pari a un milionesimo di mm), le nanoparticelle permettono lo studio delle nanotecnologie, in modo da manipolare la materia su scala molecolare per costruire materiali e prodotti dalle particolari caratteristiche chimico-fisiche che, con la loro dimensione ridottissima, sono in grado di rivestire funzioni innovative.
Le applicazioni promettono di lambire i più diversi settori industriali: come ha spiegato Augusto Marcelli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, che ha coordinato con Chidambara Balasubramanian il comitato scientifico del workshop bilaterale Italia-India di 3 giorni del CNR, che a Roma si è occupato di “Nanoscale Excitations in Emergent Materials”.
Negli scambi tra ricercatori internazionali, il progetto di collaborazione fra i due Paesi avviato nel 2010 sono emrsi nuovi modi di studiare i nanomateriali, che attraverso una sempre maggior interdisciplinarietà è facile prevedere avranno applicazioni industriali multiformi: dalla medicina all’edilizia, dall’ambiente all’esplorazione spaziale. La difficoltà, ha spiegato Marcelli, risiede nel passare dalle piccole alle grandi quantità, cioè dalle poche particelle prodotte in laboratorio alle quantità necessarie per la produzione su vasta scala. Ma è sempre più vicino il momento in cui potremo vedere le applicazioni concrete, fino alla vita di tutti i giorni.