Pressing dei sindacati sul contratto di lavoro

by Redazione 0

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I sindacati dei metalmeccanici chiedono una maggiore apertura nelle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro, lamentando l’immobilismo di Federmeccanica. “A sei mesi dall’avvio del negoziato, e dopo un’interruzione di un mese e mezzo, dal 15 marzo al 6 maggio, esprimiamo un giudizio fortemente critico sul sostanziale immobilismo e sulle posizioni ribadite da Federmeccanica nell’incontro svolto lo scorso 6 maggio”, spiegano in un documento congiunto i Segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella. “Tale giudizio è confermato alla luce dell’andamento dei primi incontri di approfondimento sui testi realizzati martedì 10 e mercoledì 11 maggio 2016, che vedono la rigidità di Federmeccanica su diversi aspetti.”

VERSO NUOVE AGITAZIONI. “Se l’atteggiamento di Federmeccanica dovesse essere confermato anche negli incontri fissati per la prossima settimana, sarà necessario mettere in campo, a partire dal mese di maggio, adeguate ed efficaci iniziative di mobilitazione, sia nei luoghi di lavoro che sul territorio”, fanno sapere i sindacati.

PUNTI CRITICI. Le trattative sul contratto si sono arenate sul tema degli aumenti salariali. Federmeccanica e Assistal, controparti datoriali, chiedono una moratoria per tutto il 2016 al fine di assorbire i 74 euro erogati in più nello scorso triennio come differenza tra inflazione programmata e inflazione reale. Sarebbero invece disposti a concedere, da luglio 2017, un aumento di 37,31 euro al mese, ma solo a chi riceve un salario sotto il minimo di garanzia; la platea, secondo i sindacati, sarebbe pari solo al 5% dei lavoratori. Per gli anni successivi, solo l’impegno ad aggiornare i minimi contrattuali sulla base dell’inflazione Istat. Gli industriali mettono sul piatto anche 260 euro per la contrattazione aziendale, eventualmente sotto forma di welfare. Proposta giudicata nel complesso insoddisfacente dai rappresentanti dei lavoratori.