N°9 Novembre 2015

by Redazione 0

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Bene, proprio bene

L’industria italiana esce profondamente rafforzata dall’ultima EMO. Esce bene sia l’industria che produce le macchine utensili, sia quella che la utilizza. Ma non solo. Ne esce bene l’Italia. Che ha messo a punto una efficientissima macchina organizzativa ed è stata capace di portare fra i padiglioni di Fiera Milano ben più di 150.000 visitatori.
Due gli elementi a nostro parere interessanti più di altri. La grande presenza tedesca (a nostro avviso tutt’altro che scontata fra i visitatori) e il numero estremamente ampio di nazioni che hanno partecipato sia come espositori, sia come visitatori.
Ci piace però l’idea di parlare un po’ di casa nostra: la presenza massiccia di visitatori ‘made in Italy’ non era affatto scontata (neppure questa) dato che il Paese arriva da una recessione senza precedenti che ha letteralmente fiaccato risorse e morale. Almeno così pensavamo.
Invece il morale era alto e il desiderio di fare affari è stato molto più concreto che in passato. Quali i motivi di questa situazione che finalmente ha riportato il sole sulla nostra industria meccanica?
Sicuramente un po’ di ritrovato ottimismo, l’uscita (statistica) dalla crisi, e la capacità che le aziende si sono costruite di stare sui mercati di tutto il mondo. E non parliamo solo di produttori di macchine. Quante volte negli ultimi anni alla domanda “come si comporta il mercato?”, la risposta era sempre la stessa “marciano quelli che esportano, per gli altri è dura”. Quelli che esportano hanno fatto la loro parte e quelli che non esportavano spesso si sono organizzati per inserirsi in canali che li potessero fare uscire dallo stato in cui erano.
A tutto questo aggiungiamo un po’ di ripresa dei consumi interni, un mercato dell’auto che ha ripreso a respirare e che sta invogliando i costruttori a investire.
Su tutto però regna un altro elemento: la voglia di chi fa impresa di non mollare neppure davanti ai problemi più difficili, continuando a pensare al futuro e immaginandolo sempre con tinte ottimiste. Perché per fare impresa ci vuole anche un po’ di ottimismo, oltre che una discreta dose di incoscienza.
Dicevamo del senso positivo che la EMO ci ha regalato. A questo si aggiungono le ulteriori buone notizie che sono arrivate dopo la EMO e in particolare quelle legate alla Legge di stabilità che prevede la possibilità di realizzare un super ammortamento del 40% sugli investimenti aziendali. Un’opportunità importante che non potrà che fare bene alla meccanica italiana, liberando ulteriore desiderio di investire e di crescere. Insomma il circolo virtuoso è innestato, ora non resta che continuare ad alimentarlo credendoci e tenendo le vele ben aperte e gonfie. Paolo Beducci