N°8 Ottobre 2014

by Redazione 0

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EDITORIALE

Buoni motivi per guardare avanti

Puntuale come le stagioni, anzi – visti i tempi meteorologici – più delle stagioni, arrivano gli appuntamenti che delineano la ripresa delle attività autunnali. In pole position c’è ovviamente la BI-MU di Milano che porta con se una serie di interessanti argomenti da analizzare e mettere a fuoco nel modo migliore.

Il primo punto riguarda il comportamento del mercato italiano che, dopo anni di bizzarrie sembra, e lo diciamo con tutti gli scongiuri del caso, sulla strada del ritorno verso una normalità che sia comunque sintomo di una intera economia manifatturiera che marcia verso il ritorno a un ruolo e un peso nell’economia del Paese, che le sia più congeniale e in linea con la storia di eccellenza che l’Italia può vantare. Quest’anno il via alla rassegna milanese coincide con una serie di dati sul mercato e sui produttori nazionali più che confortante. Infatti dopo aver archiviato un 2013 non certo facile, ma comunque segnato dal terzo miglior dato di export che l’industria nazionale delle macchine utensili abbia mai conosciuto, nonostante le difficoltà mondiali del comparto, il 2014 si è aperto in modo decisamente più positivo. Un primo trimestre in grande spolvero e un secondo trimestre che non fa altro che confermare quello che già si era visto fra gennaio e marzo. Cresce la domanda, il consumo e la produzione di macchine utensili. E crescono anche le importazioni. Segno che qualcosa si è modificato in questo contesto.

Se da una parte ci sono i costruttori italiani, sempre più spesso posizionati su macchine e impianti costruiti su misura del cliente – nonostante delle felici eccezioni che non devono essere dimenticate – e sempre più votati all’export che ha ormai tassi che da parecchio tempo si aggirano attorno al 75% del fatturato, dall’altra c’è una domanda interna che ha ripreso a crescere e che comunque non snobba il prodotto nostrano. Certo in determinate fasce di mercato e su specifici prodotti l’Italia è un territorio appetibile anche da parte di costruttori stranieri che infatti, hanno visto la propria quota di mercato crescere gradualmente nel corso degli anni. I buoni dati del 2014 ci fanno quindi archiviare una stagione difficile? Archiviare definitivamente per ora è ancora un po’ presto, però si può dire senza correre il rischio di essere presi per facili seminatori di ottimismo che questa volta il vento è cambiato davvero. I motivi per questo cambiamento poi, a ben guardare, ci sono tutti: a partire dalla nuova Sabatini che ha senza dubbio impresso una accelerazione alla domanda interna e che quindi ha ridato al mercato quella iniezione di fiducia nel futuro. Ora non resta che proseguire su questa strada.

P.S. Questo per noi di Meccanica&Automazione è un numero di particolare importanza. Ci sono due avvenimenti che ci toccano da vicino. Il primo riguarda i vent’anni di m&a e in particolare i vent’anni di presenza della testata alla biennale della macchina utensile di Milano. Il secondo avvenimento invece lo avreste già potuto apprezzare sfogliando la rivista. Da questo numero cambia radicalmente l’impostazione grafica di m&a. Si tratta di un cambiamento dettato da più d’una ragione. Se da una parte c’è il desiderio di dare alla rivista un aspetto più moderno e gradevole, che la renda più facile da leggere e consultare, dall’altro c’è il desiderio di evidenziare un progresso nei contenuti che assumeranno sempre più un ruolo di servizio verso le nostre migliaia di lettori certificati. Cambiare non è mai facile ma è indispensabile. Sia nella forma che nei contenuti. Per questo motivo le novità vengono soppesate con grande attenzione e gradualità. Ma anche vissute con estremo coinvolgimento ed entusiasmo. Cambiare significa rimettersi in gioco e spostare un passo più avanti il proprio orizzonte, andando a esplorare nuove opportunità. Lo abbiamo fatto tre anni fa con i video e con le DEM, continueremo a farlo giorno dopo giorno con nuove proposte destinate a chi ci legge. Il nostro viaggio continua. Paolo Beducci