N°07 Settembre 2014

by Redazione 0

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EDITORIALE

Contaminare. È la nuova parola d’ordine?

Quante volte, davanti a una crisi, a un periodo difficile di mercato per la nostra azienda ci siamo sentirti dire che le crisi devono essere vissute come opportunità e non come momenti in cui tirare i remi in barca e stare a vedere come limitare i danni. Le crisi, ma non solo, sono un momento perfetto per realizzare quei cambiamenti che altrimenti, difficilmente riusciremmo a fare presi dalla quotidianità delle cose. In effetti poi, a pensarci bene essere capaci di leggere in modo differente le cose è spesso l’arma per poter scrollarsi di dosso il ruolo del comprimario e diventare leader di un settore. Esempi ce ne sono migliaia e ogni giorno se ne propongono di nuovi.
Questa regola vale tanto di più quando un prodotto è maturo. Il mercato rallenta, e man mano i numeri si stabilizzano fino a diventare solo quelli legati alla sostituzione dell’esistente. Dove questo non accade, dove ci sono ampi spazi di miglioramento tecnologico, i dati del mercato parlano chiaro e mostrano sempre il segno + davanti ai consuntivi.

Innovare quindi è la strada. C’è un problema però: se l’innovazione è legata a schemi già conosciuti e praticati, man mano che passa il tempo, l’appetibilità del prodotto diminuisce e la lotta si sposta dalla innovazione al costo. Insomma si entra in concorrenza con una fascia di mercato meno innovativa e che proprio per questo può permettersi di arrivare sul mercato un po’ dopo i leader ma a prezzi decisamente più bassi.
La strada quindi è individuare percorsi completamente differenti lungo cui innovare i propri prodotti. Esser lepri e non conigli. Questo non perché ciò che si è fatto fino a un determinato momento non vada più bene o debba essere buttato alle ortiche. Perché seguire nuovi percorsi può portare a idee e soluzioni prima non immaginate. I nuovi percorsi sono nell’apertura delle aziende e dei centri ricerca a persone che vengono da settori completamente differenti e che con la loro atipicità possano contaminare in modo diverso e nuovo lo sviluppo dei prodotti. Di esempi ce ne sono anche nel mostro mondo o in mondi vicini al nostro. E sono molti. Quindi perché non lasciarsi contaminare nelle idee e nelle convinzioni pensando che le cose possano davvero cambiare proponendoci nuovi modi di intendere i nostri prodotti? Paolo Beducci