N°01 Febbraio 2014

by Redazione 0

PEPPINO

EDITORIALE

Non è tutto ora ciò che luccica!

Si dice che in tempo di crisi chi ha liquidità è nelle condizioni ideali per fare gli affari migliori. Ed è vero. Stramaledettamente vero. Un esempio viene dal mercato immobiliare che, mai come in questo momento storico, offre opportunità che definire d’oro è poco. Case che solo tre anni fa si vendevano per cifre importanti oggi sono lì ad aspettare che qualcuno le prenda a condizioni che se qualcuno avesse proposto allora sarebbe stato guardato male. Nel migliore dei casi. Invece oggi, bastano due peperoni e qualche ortaggio fuori stagione per potersele portare a casa. Un altro esempio? L’automobile. Lasciamo perdere il mercato delle auto normali, quelle destinate a noi poveretti, con guadagni da impiegatucci o poco più. Pensiamo invece alle supercar da centinaia di migliaia di euro che improvvisamente sono sparite nel nulla. Un mercato affossato completamente. Che i motivi stiano nella crisi o nel sommerso da far tornare velocemente sotto il pelo dell’acqua, non ha importanza e non ci riguarda in queste pagine. Fatto sta che fra fallimenti, crisi vere o senso di opportunità oggi si possono comprare Ferrari di otto o nove anni con gli stessi soldi con cui si può aspirare a una berlina nuova di classe media neppure troppo accessoriata.

Non essendo le macchine utensili degli oggetti particolari da mostrare al bar o da sfoggiare sul lungomare di Viareggio nelle calde sere estive, sono spesso le prime ad essere sacrificate sull’altare della crisi. Così il mondo dell’usato si riempie, i prezzi scendono sensibilmente e i più bravi (ma solo quelli) riescono a fare buoni affari. Almeno così si dice. Ma è vero? Che fine fanno le macchine utensili entrate nel grande calderone dei fallimenti, dei concordati preventivi, delle amministrazioni controllate e chi più ne ha più ne metta?

Questo mese ci siamo inventati detective e abbiamo cercato di capirne qualcosa in più. I risultati della nostra inchiesta, nelle pagine che seguono. Paolo Beducci

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