Meccanica & Automazione #6 – settembre 2020

by redazione 0

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Eppur si muove…

Ricordo una pagina del libro di storia dove si parlava della fine del geocentrismo e della teoria eliocentrica. Apparivano due immagini una della Terra, centro dell’universo, l’altra come la conosciamo tonda e parte di un sistema solare complesso. Nella didascalia la frase attribuita a Galileo Galilei “..eppur si muove”. In quella frase oggi ritrovo la rabbia di chi subisce la resistenza umana alle rivoluzioni scientifiche, soprattutto quando queste rappresentano un radicale spostamento del punto di vista da cui si è osservato il mondo fino a quel momento.

Stiamo vivendo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica in cui l’innovazione e la scienza offrono opportunità mai viste prima, ma soprattutto questi “nuovi strumenti” stanno portando tutti noi a guardare il mondo che ci circonda da un’altra prospettiva, con valori e priorità completamente rovesciate.

Potrei adattare questa riflessione a mille aspetti, ma questa volta scelgo il mondo fieristico. L’impatto del Covid 19 è stato devastante in Italia come nel resto del mondo, ma guardate la rapidità con cui abbiamo cercato nuovamente il contatto umano dopo mesi di rapporti web. A mancare era tanto l’antropologica necessità di vicinanza quanto tornare a “frequentare l’agorà” per scopi commerciali. Ad essere cambiata e a dover cambiare però sono state e saranno le regole, i contesti, le aggregazioni, gli strumenti e gli stessi prodotti esposti. Il tentativo di cercare l’alternativa ad una certezza consolidata ci ha fatto trovare nuovi assetti che combinano la relazione umana all’utilizzo delle nuove tecnologie. Il risultato veramente innovativo che si sta generando è una sintesi intelligente ed economicamente sostenibile di legami virtuali e fisici. Ad esempio l’idea di trasformare poli fieristici in “hub di filiere estese”, ha seguito inizialmente una logica di economicità e consistenza ma, pensate quali esternalità positive ed effetto moltiplicatore potrà creare la combinazione con l’utilizzo di tecnologie digitali, rendendoli, perché no, luoghi dove si genera innovazione tecnologica.

In chiusura la mia solita riflessione. Ormai la rivoluzione è in atto e nessun dubbio etico o resistenza la potrà arrestare. Tuttavia come ogni grande rivoluzione va cavalcata trovando modi per restare sulla cresta dell’onda il più a lungo possibile o magari salirci per la prima volta. Va governata, utilizzando regole chiare, evitando inutili moltiplicazioni e aggregando masse critiche omogenee. Infine controllata e verificarla per far sì che i suoi benefici siano sempre eticamente condivisibili e che tutte le energie poste in questa o quella soluzione portino in un tempo definito ad un reale vantaggio.

A quel 2020 futuro a cui guardavo da studentessa siamo arrivati, la pandemia fortunatamente ci ha dato tempo per riflettere e ci ha costretto alla digitalizzazione forzata, adesso avanti con creatività concretezza correttezza e cambiamento.

chiara.tagliaferri@cnr.it

 

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