Meccanica & Automazione #5 giugno/luglio

by redazione 0

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Nessun luogo è lontano

 

di Chiara Tagliaferri

E’ stata la modalità di lavoro prevalente in questi mesi: smart working.  La definizione che ho in mente, lo vede come l’esecuzione del lavoro in remoto senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con forme di organizzazione per obiettivi veicolata e agevolata dall’utilizzo di strumenti digitali. La tentazione di argomentare su come il “lavoro agile” sia stato in questi mesi croce e delizia per noi italiani, è forte, ma voglio parlarne da un altro punto di vista. 

Lo smart working ha portato tutte le imprese, anche le più tradizionali, ad utilizzare e apprezzare la validità di svariati strumenti tecnologici usati per dialogare, produrre ed arrivare ovunque senza muoverci dalla scrivania. Così è cresciuta finalmente in Italia la consapevolezza che “nessun luogo è lontano” e che spesso, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, raggiungere chiunque e ovunque restando a casa è anche più efficiente ed economico. Se ormai è consolidato il concetto per cui digitalizzare significa dematerializzare i luoghi fisici per comunicare e condividere informazioni in tempo reale, in un unico ambiente connesso e collaborativo anche da remoto, adesso occorre investire ancora più concretamente su questa risorsa e prendere la strada della digitalizzazione consapevole, per poterne sfruttare il suo immenso potenziale. Leggeremo nelle pagine della rivista come le rettificatrici, macchine ritenute tanto fondamentali quanto “prodotti maturi”, stiano acquisendo nuovo vigore e settori di utilizzo combinando precisione e validità tradizionale a dati forniti, ad esempio, da gemelli digitali capaci di riprodurre e talvolta ottimizzare il processo di finitura del prodotto. 

Quindi se abbiamo “scoperto” che lo smart working, non è solo un remote working, ma un vero e proprio nuovo approccio all’organizzazione del lavoro delle persone per il raggiungimento degli obiettivi, così la digitalizzazione può essere letta nella stessa direzione. 

Seguendo questa interpretazione è altrettanto fondamentale ricordarsi, come lavorare da remoto dipenda sia dalle peculiarità caratteriali individuali, dalla tipologia di mansione da svolgere, che dalla scelta di ciò che funziona meglio per ogni persona. Per le aziende, avere un’impronta digitale e personalizzare i suoi possibili utilizzi, dipenderà sia da i settori di appartenenza che dai modelli operativi prevalenti. Infine, il mio punto di vista, non dimentichiamoci che i saperi di base sono analogici almeno quanto il capitale umano che li possiede e li utilizza e, soltanto coltivando e valorizzando entrambi si potrà ottenere il miglior risultato possibile. 

 

IN QUESTO NUMERO

DOSSIER RETTIFICATRICI

Speciale strumenti di misura

STORIA DI COPERTINA Ghiringhelli quasi un secolo di soluzioni di rettifica