Macchine utensili europee in buona salute

by Redazione 0

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L’industria europea delle macchine utensili vive un periodo di grazia, come dimostrano anche gli ultimi dati diffusi dalla federazione di settore Cecimo in occasione dell’ultima assemblea annuale che, ricordiamo, è attualmente sotto la presidenza italiana (Luigi Galdabini di Ucimu).

PRODUZIONE ED EXPORT. Nonostante il rallentamento dell’economia a livello globale, nel 2015 la produzione ha toccato 24,3 miliardi di euro, in crescita del 5% sull’anno precedente, mentre le esportazioni si sono attestate a quota 18,9 miliardi, solo qualche frazione di punto sotto il livello record stabilito quattro anni fa. Record che potrebbe essere battuto quest’anno, grazie a vendite fuori dai confini europei per 19 miliardi di euro, secondo le recenti stime della federazione europea dei costruttori di macchine utensili; sempre che non intervengano fattori esogeni.

IMPORTAZIONI IN CRESCITA. Per quanto concerne le importazioni, l’anno scorso pari a 9,8 miliardi di euro, due terzi arrivano da altri paesi europei. Anche questa voce è attesa in aumento (+3%) nel corso di quest’anno, nonostante la debolezza dell’euro renda meno vantaggiose le importazioni.

Mid-adult male manager and a female engineer programming a CNC machine at the manufacturing plant.

DOMANDA INTERNA +12%. Il mercato interno delle macchine utensili ha registrato l’anno scorso una crescita a due cifre (+12%) raggiungendo i 14,9 miliardi di euro, che potrebbero salire quest’anno a 15,4 miliardi, quindi con un sensibile rallentamento del trend, che resta comunque positivo. Secondo gli analisti di Cecimo, nei prossimi tre anni la domanda europea di macchine utensili dovrebbe crescere ad un tasso medio annuo del 3,7 percento.
“Vediamo con soddisfazione i consumi di macchinari in Europa marciare di buon passo – ha commentato Frank Brinken, presidente del comitato economico di Cecimo e vice presidente di Starrag Holding -. Aggiornare e modernizzare le infrastrutture produttive è una condizione essenziale per mantenere la competitività del settore manifatturiero europeo ad alti livelli”.

INDUSTRIA 4.0 E AMMODERNAMENTO. Tra i drive individuati da Cecimo per lo sviluppo del settore vi sono la progressiva digitalizzazione delle fabbriche, che deve essere sostenuta e spinta a livello europeo, e l’ammodernamento del parco impianti, che sta lentamente ma inesorabilmente diventando obsoleto, con un’eta media delle macchine che in alcuni paesi si attesta intorno a 19,1 anni, contro i circa 15 anni di vita economica, in funzione delle diverse tipologie impiantistiche.