Macchine utensili e robot in salute, ma bisogna confermare incentivi

by Redazione 0

assemblea ucimu

L’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione chiude un 2015 in positivo su tutti i fronti: la produzione è cresciuta l’anno scorso del 7,8% 5.217 milioni di euro, frutto di una decisa ripresa del mercato interno, +15,3% a 1.830 milioni (segno più per il secondo anno di seguito), e della buona accoglienza del made in italy all’estero, dove le vendite sono aumentate del 4,1% a 3.387 milioni di euro.

PASSAGGIO DI TESTIMONE. Sono questi i dati presentati all’Assemblea generale dell’associazione dal presidente uscente Luigi Galdabini (al suo posto è stato eletto Massimo Carboniero). “La fotografia è certamente positiva per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili – ha commentato Galdabini -. La crescita dell’export sommata alla ripresa del consumo domestico sono sicuramente ottimi risultati, non soltanto per il ritorno economico che ne deriva ma anche e soprattutto perché questa tendenza dimostra che le nostre aziende sono oggi in grado di produrre almeno quanto producevano prima della crisi”.
“Tutto questo non significa, però, che i problemi siano alle spalle – aggiunge -. Al di là delle condizioni di instabilità del contesto nel quale ci troviamo a operare, ciò che ci deve preoccupare maggiormente è la situazione del manifatturiero italiano, la cui competitività è pesantemente arretrata negli ultimi anni a causa della crisi”.

OUTLOOK 2016. Anche l’anno in corso dovrebbe portare buoni risultati ai costruttori italiani. Il centro studi di Ucimu stima infatti una ulteriore crescita del 5,3% della produzione di macchine e robot, per un valore di 5.495 milioni di euro e del consumo interno, che toccherà quota 3.535 milioni di euro, il 5,6% in più rispetto all’anno scorso. Ne beneficeranno sia le aziende italiane, le cui consegne sono attese in crescita del 3,6% a 1.895 milioni, sia le importazioni (+8%).
L’export, secondo le previsioni Ucimu, crescerà, del 6,3% a 3.600 milioni di euro tornando sui livelli record del passato. Il rapporto export su produzione, ridimensionatosi nel 2014 per effetto della ripresa della domanda italiana, si attesterà al 65,5%.

CONFERMARE GLI INCENTIVI. “La ripresa del consumo in Italia è positiva ma certo non sufficiente a recuperare il terreno perso nell’ultimo periodo. Per questo – ha dichiarato Galdabini in Assemblea – è necessario che oltre alla Nuova Sabatini che, da maggio 2014 a maggio 2016 ha permesso investimenti (non solo in macchine utensili) per un valore pari a 3,5 miliardi, siano previste misure ad hoc capaci di sostenere la domanda interna”.
“In particolare, il Superammortamento, operativo dallo scorso ottobre, dovrebbe essere confermato anche per il 2017, come già è avvenuto in Francia, in modo che si trasformi in provvedimento semi-strutturale, con l’obiettivo di ‘accompagnare’ il paese in questa fase di ricostruzione economica”.
“Infine – ha concluso il presidente di Ucimu – occorrerebbe introdurre un sistema di incentivi alla sostituzione volontaria dei macchinari obsoleti installati in Italia, in modo che i sistemi di produzione e le fabbriche possano rispondere alle nuove esigenze di produttività, digitalizzazione, automatizzazione, risparmio energetico e rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro che l’Europa oggi richiede”.