L’export italiano si prepara a crescere

by Redazione 0

Dal misero -0,1% del 2013, quest’anno dovrebbe segnare un balzo del +6,8%, fino a raggiungere i 539 miliardi di euro nel 2017, con un tasso di crescita media nel quadriennio del 7,3%.
Sono le stime di Sace nel rapporto Rethink sulle “Evoluzioni e prospettive del nuovo export italiano”, presentato in collaborazione con Borsa italiana, a confermare un trend di risalita che ci ha fatto recuperare già nel 2011 i livelli prima della crisi (375 miliardi in valore).
“L’Unione Europea ormai oggi rappresenta meno della metà delle esportazioni italiane, mentre si rafforza il nostro peso sui Paesi emergenti, aumentato di circa 4 punti in 5 anni”, ha spiegato il chief operating officer Raoul Ascari.
La classifica Sace dei mercati a maggior potenziale per l’Italia fino al 2017 comprende anche i Paesi del cosiddetto Mint (Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia), con risultati negli emergenti come Cina (+11,2%), Russia (10,5%), Brasile (9,1%) e Turchia (8,8%), ma anche Indonesia (8%), Messico (6,8%) Arabia Saudita (9,2%) ed Emirati Arabi Uniti (9%), oltre ai maturi Usa (la stima nel triennio è +9%) e Regno Unito (+7,1). Tra i settori merceologici ovvio predominio del Made in Italy (beni d’investimento e beni agricoli-alimentari), ma nei Paesi emergenti crescono manifattura (locale e delocalizzata), infrastrutture ed edilizia, catalizzatori dei beni d’investimento a medio-alta tecnologia e meccanica strumentale, con tassi medi di crescita rispettiva +8,8% e +8,5%.