L’automazione salva l’Italia

by Redazione 0

pardis

pardisI dati Istat parlano di oltre 5 milioni di immigrati in Italia, con un aumento del 5,4% le imprese straniere (quasi 500 mila nel 2013). Se ne parla poco, ma esistono “cervelli in fuga” al contrario, che scelgono di stabilirsi nel Bel Paese “senza esportare l’innovazione, ma incentivandola all’interno dei nostri confini”, come ha scritto il Corriere della Sera. Oltre a casi di successo in settori tradizionalmente noti per l’eccellenza italiana, si trovano anche esempi come l’iraniano Ali Reza Arabnia, il presidente di Geico da poco nominato lo scorso 2 giugno Cavaliere del Lavoro e fautore del Pardis Innovation Centre (il polo tecnologico più importante del mondo negli impianti di pre-trattamento e verniciatura auto), simbolo di un successo imprenditoriale “dal volto umano” che ricorda per molti versi Adriano Olivetti: superata la fase di crisi, l’imprenditore ha restituito a tutti i dipendenti l’ammontare delle somme perse con la cassa integrazione aggiungendosi un premio.
Il fenomeno degli imprenditori stranieri in Italia si affianca al fenomeno del reshoring, il rimpatrio dei siti produttivi dall’estero (dove il Bel Paese è il secondo al mondo, dopo gli Stati Uniti) confermato dall’Assemblea annuale ANIE, dove fra le 1200 imprese associate risiedono il 20% del “rientro in patria” italiano (dovuto al minor controllo della qualità della produzione all’estero, l’eccessiva lontananza dai centri R&S italiani e i maggiori costi legati alla logistica).
Tra i pochi comparti in cui l’ANIE non ha registrato una flessione di fatturato nell’anno, l’Automazione e Misura (+3,9%), Sistemi di Trasmissione Movimento e Potenza (+0,7%), Sicurezza e Automazione degli Edifici (+0,9%). Lievemente positivo l’export (+0,8%), soprattutto nella Produzione di Energia da fonti tradizionali, dell’Illuminotecnica e degli Apparecchi Domestici e Professionali.