La robotica del futuro è morbida

by Redazione 0

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laschiCome noto da tempo, “robotica” è un termine introdotto nel 1920 dallo scrittore Karel Čapek (dal ceco robota, “lavoro pesante”) e indica una branca della meccatronica che studia e sviluppa i modi per far eseguire a un robot i compiti di sostituire l’uomo nelle più diverse attività.
Qurel che non tutti sanno è che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, già nel prossimo futuro la robotica vedrà esemplari sempre più soft, a imitare polpi e meduse. La prestigiosa rivista scientifica Nature ha infatti dedicato un articolo all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, all’avanguardia nella tecnologia.
Rispetto a quelli più rigidi e metallici, gli automi “morbidi” hanno aperto nuove strade: ”Cerchiamo di applicare i principi della robotica soffice per realizzare robot al servizio dell’uomo” ha dichiarato Cecilia Laschi, docente all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatrice del programma europeo RoboSoft, nota per essere nelle 25 donne più geniali nella robotica del 2015. “Forme e funzioni possono essere molteplici e nel concreto si possono costruire robot in grado di compiere molte azioni diverse”.
I bioingegneri italiani hanno messo a punto un endoscopio “soft” e le prime corde vocali artificiali che non sono vere e proprio protesi, ma prototipi che aiutano i medici a simulare alcune malattie. ”Stiamo lavorando a simulatori del corpo umano, che mimano la funzione di organi. Abbiamo cominciato con la laringe e abbiamo già realizzato le corde vocali”, ha aggiunto Laschi.
Nel mondo non sono pochi i gruppi di ricerca al lavoro su questi aspetti: negli USA si sono ottenute delicate dita robotiche capaci di afferrare un pomodoro senza rovinarlo, attraverso speciali sensori che potrebbero aprire altre nuove prospettive, sfruttabili anche in applicazioni industriali.