La mappa dell’Internet degli Oggetti

by Redazione 0

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shodanIl recente furto informatico di foto intime di alcune celebrità ha riproposto i timori per la sicurezza nella ormai celebre “Internet delle Cose” o meglio degli Oggetti, vale a dire la connessione alla Rete dei dispositivi più svariati come computer, tablet e telefonini, ma anche televisori, lavatrici, sensori di fumo, sistemi di sorveglianza e telecontrollo.
Sull’argomento segnaliamo in particolare Shodan, un motore di ricerca molto particolare che permette di verificare se questi dispositivi (propri o altrui) sono vulnerabili o quanto meno accessibili. I risultati non sono incoraggianti: non soltanto ne esistono moltissimi “protetti” (si fa per dire) dalla semplice password già predefinita (tipicamente, admin:admin), ma con le risorse di Shodan è possibile esplorare tutta la Rete in poche ore alla loro ricerca. Diversamente da quanto avveniva in passato, oggi non si può più fidarsi a… sperare di non essere trovati.
John Matherly, fondatore di Shodan, lo scorso 2 agosto ha scandagliato in modo innocuo (con un semplice ping) tutti gli indirizzi IP dell’intera Internet nel giro di 5 ore. Dai dati raccolti ha generato poi la mappa qui sopra riportata: i punti rossi indicano la maggior concentrazione di dispositivi connessi (una buona approssimazione di una mappa dell’Internet materiale).