In Piemonte meno macchine utensili e più vecchie

by Redazione 0

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Ucimu – Sistemi per Produrre ha presentato a Novara un focus dedicato sulla composizione ed età media delle macchine utensili in Piemonte basato sui dati contenuti nella quinta edizione della ricerca “Il parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana”, che l’associazione elabora ogni dieci anni.

PERSO UN QUINTO DEL POTENZIALE. Il Piemonte è la quarta regione del paese per numero di macchine utensili e sistemi di produzione installati, 39.468 unità, ovvero il 12,9% del parco nazionale,  ma è anche l’area che ha pagato di più la crisi economica, “perdendo” il 23,6% del potenziale produttivo rispetto al 2005, contro il -11% registrato a livello nazionale. Non solo: il parco macchine piemontese è anche invecchiato, trend comune a tutto il paese, registrando un’età media di 12 anni e 7 mesi (un mese in meno rispetto alla media nazionale), oltre due anni più rispetto al dato 2005 e, soprattutto, il peggior risultato degli ultimi 40 anni.

SEMPRE PIÙ ANZIANE. Rispetto alla rilevazione precedente, è salita la quota di macchine utensili con un età superiore ai 20 anni, pari al 27% del totale installato, contro il 14% del 2005. Parallelamente, si è dimezzata la percentuale di macchine con età non superiore ai 5 anni, pari al 13% contro il 26% del 2005.
“I risultati della ricerca commenta Luigi Galdabini, presidente di Ucimu – evidenziano come il Piemonte non sia estraneo al pesante arretramento che l’industria metalmeccanica italiana ha subito nell’ultimo decennio. Certo, per quanto riguarda i macchinari installati, la regione ha registrato un calo molto meno marcato rispetto a quello rilevato nel 2005 ma il trend continua ad essere negativo. Inoltre, anche qui come nel resto d’Italia, il parco macchine ha subito un ridimensionamento rilevante e un invecchiamento deciso, come mai si era verificato negli ultimi quaranta anni.”

GRADO DI AUTOMAZIONE. Il grado di automazione del parco macchine piemontese, rilevato dall’incidenza di sistemi a controllo numerico, è risultato pari al 33% del totale installato, dato superiore alla media nazionale (32%). La ragione va cercata nella presenza diffusa di grandi industrie e di imprese appartenenti a settori che utilizzano sistemi dotati di CNC, primo fra tutti l’automotive. Rispetto alla rilevazione precedente, il grado di automazione delle imprese piemontesi è sceso però di un punto percentuale, mentre quello nazionale è cresciuto della stessa entità.
È aumentato invece il livello di di integrazione dei sistemi di produzione. Il 21,7% delle macchine utensili installate è dotato di sistemi di automazione e integrazione. Il dato, superiore di un punto percentuale alla media nazionale (20,8%), posiziona la Regione al terzo posto tra le aree del paese, dopo Emilia-Romagna e Sud&Isole. Le macchine semplici, prive di qualsiasi tipo di integrazione, rappresentano comunque ancora il 78% del totale, dato in linea con quello nazionale (79%).

TIPOLOGIE DI MACCHINE. Quasi una macchina su due lavora per asportazione e il 27% è costituito da macchine a deformazione; seguono altri sistemi (13,3%), robot (7,5%) e tecnologie non convenzionali, quali laser, laser fibra e waterjet (2,5%). La presenza più elevata di “altri sistemi” è determinata dalla tipologie di industrie utilizzatrici presenti nell’area, in particolare appartenenti ai settori automotive e aerospace, che impiegano molte tecnologie di misura, prova e finitura delle superfici.
L’area piemontese è quarta in Italia per densità di macchinari installati: 25 macchine ogni 100 addetti. Il dato piemontese risulta inferiore alla media nazionale che è pari a 25,8. Tale rilevazione è spiegata dalla tipologia di imprese presenti in Piemonte: per lo più di grandi dimensioni.

SETTORI PRODUTTIVI. Una macchina su tre installata in Piemonte si trova presso aziende che operano nel settore dei mezzi di trasporti (tra gli altri automotive e aerospace). Il primo settore per incidenza di macchine installate (35%) è però quello dei produttori di prodotti in metallo (fonderie, fucinatura, stampaggio, carpenterie, caldaie, serbatoi, utensili, seconda trasformazione dei metalli, trattamento, rivestimento). Segue, con il 22%, il settore dei costruttori di macchinari e materiale meccanico e l’industria E/E (elettrico ed elettronico).