Il robot che ricarica le auto

by redazione 0

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La Graz University of Technology presenta un robot innovativo, unico al mondo, per la ricarica automatizzata di veicoli elettrici, anche diversi tra loro.

La prevista crescita di veicoli elettrici richiede nuove soluzioni tecniche per l’infrastruttura della ricarica. Il processo di ricarica dovrebbe avvenire nel minor tempo possibile e, per di più, facendo in modo che il conducente non venga coinvolto. I ricercatori dell’Università Tecnologica di Graz (Graz University of Technology) in collaborazione con partner industriali, hanno presentato il primo prototipo di sistema di ricarica ad alta velocità gestito da un robot, che funziona con le normali prese per caricamento combinato di auto elettriche CCS (Combined Charging System). Questa innovazione globale è costituita da un sistema robotico automatizzato e alimentato via cavo, che permette, per la prima volta, la ricarica elettrica anche di veicoli diversi, che entrano uno dopo l’altro nello spazio di azione del robot.

Grazie ad una sofisticata videocamera ad alta tecnologia, il robot riconosce la presa della corrente dei veicoli, permettendo così, una volta arrivati nella stazione di rifornimento, la ricarica automatizzata di molte e-car una dopo l’altra. Il sistema funziona anche quando un veicolo non è parcheggiato esattamente nella giusta posizione.

Un ulteriore elemento di unicità è rappresentato dal fatto che il robot riesce ad operare con diverse condizioni di luce, sia alla luce del sole, sia con luce artificiale. Il robot è inoltre progettato per essere

utilizzato con le normali prese di carica dei veicoli elettrici, in modo che non ci sia bisogno di adattatori specifici.

I partner del progetto sono BMW AG, basata a Monaco di Baviera, MAGNA Steyr Engineering di Graz, gli specialisti in automazione di KEBA, basati a Linz, e la Austrian Society of Automotive Engineers (ÖVK) di Vienna.

L’Austria è terra d’innovazione e si colloca al secondo posto in Europa tra i Paesi che maggiormente investono in R&S: la spesa totale in Ricerca rispetto al Pil è passata dall’1,53% (1994) all’attuale 3,14%. Quasi la metà di questa percentuale deriva dal settore delle imprese, oltre il 15% proviene dall’estero. Oggi, l’Austria è tra i pochi Paesi europei che hanno superato l’obiettivo strategico, stabilito dall’UE, del 3% d’investimento in R&S entro il 2020.

Le stime dell’International Federation of Robotics (IFR) annoverano infine l’Austria nel 2017 all’ottavo posto in Europa (14° posto nel Mondo), con 144 impianti robotizzati ogni 10.000 addetti. La cifra colloca inoltre l’Austria ben al di sopra rispetto alla media europea, calcolata dall’IFR in 99 impianti robotizzati ogni 10.000 addetti.