Il made in Italy di Brugola dalla Brianza al Michigan

by Redazione 0

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brugolaLa Brugola di Lissone (MB) porta nel cuore dell’industria automobilistica americana il miglior “made in Italy”, nato dal genio di Egidio Brugola nel 1926. Alla presenza del governatore Rick Snyder, lo scorso venerdì l’azienda lombarda ha inaugurato un nuovo stabilimento a Plymouth, a 40 km da Detroit, esatta fotocopia dell’impianto madre di Lissone: servirà a fornire viti ai motori Ford, storico cliente dei brianzoli che produce 1,8 miliardi di pezzi l’anno riducendo i tempi di consegna, ma l’obiettivo è quello di arrivare alla General Motors (la trattativa è ben avviata e le commesse in dirittura d’arrivo). Dal Bel Paese, Brugola ha fatto portare le grandi macchine prodotte da un’altra italiana, Sacma e da un mese 10 operai specializzati insegnano ai primi 25 dipendenti americani (a regime saranno il triplo) come si producono le “viti critiche” Brugola, essenziali per il funzionamento senza difetti di un motore automobilistico (tanto che solo 2 viti su un milione vengono contestate dai clienti).
Quello di Detroit è il primo impianto realizzato all’estero (con un investimento di oltre 20 milioni di euro), in grado di produrre 10 mila t di viti ogni anno entro il 2018, per 25 milioni di euro di fatturato annuale, un quinto dell’attuale giro d’affari di Brugola. Non è un’alternativa a Lissone né delocalizzazione, dicono dall’Italia, “perché nell’impianto italiano stiamo per accogliere i nuovi clienti tedeschi Mercedes e BMW”. Una bella soddisfazione, con il fatturato passato da 63 a 126 milioni di euro e “l’occasione giusta di diventare la prima bulloneria del mondo”.