I trend dell’automazione

by Redazione 0

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Sempre più robot entrano in fabbrica, ma la stessa fabbrica sta cambiando sotto l’onda della quarta rivoluzione industriale, diventando sempre più interconessa e smart. Le macchine non si limitano più a comunicare con gli operatori umani, ma si scambiano informazioni e adattano automaticamente i loro carichi in funzione del flusso produttivo. E dove i robot si affiancano agli operai, lavorano in simbiosi, senza più gabbie o barriere protettive.

“In ottica futura, la rivoluzione digitale nelle fabbriche fornirà ulteriore impeto al cammino trionfale della robotica industriale”, nota Martin Lechner, esperto di nuove tecnologie di Automatica, il salone internazionale di di automazione e meccatronica in programma dal 21 al 24 giugno a Monaco di Baviera . “Come parte integrante della quarta rivoluzione industriale, la collaborazione uomo-robot e la robotica mobile stanno vivendo una fase di sviluppo molto intensa”.

AUTOMATICA2014_tp3008-ridTREND DELL’AUTOMAZIONE. Questi trend sono confermati da una recente indagine di mercato condotta dagli organizzatori della fiera Automatica in collaborazione con l’associazione di settore tedesca VDMA Robotics + Automation.
I numeri parlano chiaro. Secondo le ultime previsioni della International Federation of Robotics (IFR), entro il 2018 le vendite annuali di robot industriali sfioreranno le 400.000 unità, con volumi quasi raddoppiati rispetto ai livelli attuali. Come prevedibile, a guidare la corsa all’automazione industriale sono comparti di punta quali l’automotive, elettronica ed elettrotecnica, che insieme assorbono circa il 64% dei robot in funzione.
Sotto il profilo geografico, nonostante la popolazione e la forza lavoro, la Cina è già oggi il più grande mercato della robotica e quello che presenta i tassi di crescita più elevati, anche se la sua industria manifatturiera ha una densità di soli 36 robot ogni 10.000 addetti, poco più della metà della media globale (66 unità); ne consegue che la domanda di robot nel paese asiatico non è destinata a rallentare nel breve e medio periodo.

Figura 1: Installazioni annuali di robot industriali in Italia
Figura 1: Installazioni annuali di robot industriali in Italia

ANCHE L’ITALIA INVESTE. Il nostro paese è il secondo mercato europeo per la robotica, dopo la Germania. Nel 2014 sono stati installati oltre 6.200 robot industriali, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, posizionando il Paese al settimo posto della classifica mondiale per installazioni di robot (vedi grafico).

Tra il 2010 al 2014 la crescita annua media è stata dell’8% e due anni fa l’Italia si collocava al sesto posto per numero di robot industriali installati, con 59.800 unità. Il tasso di robotizzazione in Italia è elevato anche in rapporto alle dimensioni dell’industria manifatturiera: sono 155 i robot presenti ogni 10.000 addetti nel settore industriale, dato che ci colloca fra le prime dieci nazioni al mondo; posizione che abbiamo buone possibilità di  mantenere, grazie a tassi di crescita annui delle installazioni di robot compresi fra il 5% e il 10% fino al 2018.

Figura 2 Mercato dei robot in Italia per settore industriale
Figura 2 Mercato dei robot in Italia per settore industriale

L’AUTO TIRA LA VOLATA. A renderci così interessati ai robot e – più in generale – all’automazione di processo è la presenza storica dell’industria automotive, principale cliente in Italia per questo tipo di tecnologie. L’anno scorso, questo importante comparto manifatturiero ha acquistato circa 1.900 sistemi di automazione, con un incremento del 126% rispetto al 2013 e una quota del 31% sulle forniture totali nel 2014 (vedi Figura).

Le vendite di robot in tutti gli altri comparti industriali sono aumentate del 20% fra il 2013 e il 2014, con l’industria alimentare e delle bevande diventata negli ultimi anni un importante acquirente di robot.

TREND/1: VISIONE ARTIFICIALE. Secondo l’indagine di Automatica, i sistemi di visione artificiale
per il controllo qualità e il monitoraggio dei processi sono oggi tra i componenti con la più elevata potenzialità di crescita. Nel 2014 il fatturato di questo segmento è cresciuto del 16% e l’anno scorso, secondo le stime più recenti, dovrebbe aver registrato un ulteriore incremento del 10%. Il settore è molto diversificato, fuori e dentro le fabbriche: sistemi di questi tipo sono sempre più utilizzati, per esempio, nella gestione intelligente del traffico, in campo medico e nell’agricoltura.

AUTOMATICA2014_tp2883-ridTREND/2: ASSEMBLAGGIO INTEGRATO. Un altro segmento in crescita sul mercato europeo è quello delle soluzioni di assemblaggio integrate, che consentono di creare nuovi prodotti partendo da milioni di singoli componenti. In Germania, questo settore ha aumentato il giro d’affari dell’8% nel 2014, superando la soglia dei 6 miliardi di euro (esportazioni escluse) e per il biennio 2015-16 è atteso un ulteriore incremento del 4%.
Le soluzioni di assemblaggio integrate avranno un ruolo importante nella realizzazione dell’Industria 4.0, in quanto consentiranno la comunicazione diretta fra singoli dispositivi e apparecchiature. Le nuove linee di assemblaggio “ibride” puntano a coordinare in maniera efficiente le capacità di uomini e macchine.

TREND/3: IL LAVORO DEL FUTURO. Le diverse ondate di automazione non hanno mandato in pensione il lavoro e la manodopera, spiegano i ricercatori. Allo stesso modo, la quarta rivoluzione industriale non porterà a una riduzione dell’occupazione.
L’automazione riguarda infatti le mansioni, non le professioni o i posti di lavoro. Le capacità e le doti uniche degli esseri umani, come la conoscenza, la capacità di giudizio, la destrezza e la creatività, diventeranno ancora più importanti con la progressiva automazione delle attività di routine.
In altre parole, i posti di lavoro non si perdono, ma sono destinati a cambiare, e in meglio: saranno infatti sempre meno ripetitivi e usuranti e sempre più creativi.
La maggior parte dei processi lavorativi richiede una serie di competenze sfaccettate: dopo che alcune di queste competenze saranno automatizzate, la parte restante di capacità prettamente umane risulterà ulteriormente potenziata e valorizzata. Gli incrementi di produttività più significativi si registreranno nelle aree in cui uomini e macchine possono unire le rispettive forze nel modo più intelligente possibile.