Gaiotto: inaugurazione con Industria 4.0

by Redazione 0

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Gaiotto, società di robotica e automazione industriale del gruppo imolese Sacmi, inaugura il prossimo 29 giugno la nuova sede di Piacenza e lo fa parlando di Industria 4.0 e smart factory. Dopo il taglio del nastro, infatti, è in programma un convegno intitolato “Le realtà produttive in Italia nell’era 4.0: Scenari e prospettive delle linee automatiche adattative” a cui sono stati invitati esponenti politici, rappresentant del mondo industriale e di quello accademico.

DISTRETTO DELLA MECCATRONICA. La società, che l’anno scorso ha realizzato un fatturato di 15 milioni di euro, un terzo dei quali da forniture esterne al Gruppo Sacmi, si sta trasferendo nel nuovo complesso piacentino arrivando da Vaiano Cremasco (CR): gli uffici tecnici commerciali hanno già preso posto ed entro l’estate sarà completato il trasloco di tutte le unità produttive. “Abbiamo scelto di operare qui perché è la patria di aziende meccatroniche di successo, perché Piacenza si trova al centro di territorio dove praticamente ogni città-capoluogo ha un polo ingegneristico d’eccellenza”, così spiega la decisione il direttore generale di Gaiotto, Emilio Cavazzini.

FOCUS SU INDUSTRIA 4.0. “Gaiotto compie un salto di qualità proprio nel 2016, un anno – spiega il direttore generale di Sacmi, Pietro Cassani -, che il Gruppo ha scelto di dedicare alla svolta Industry 4.0, punto di partenza e al tempo stesso traguardo di un processo in atto da anni all’interno del network Sacmi”. “Una strategia di innovazione intelligente dove mondo reale e ‘fisico’ delle macchine e mondo ‘virtuale’ della digitalizzazione si fondono, nel segno dell’efficienza dei processi, della personalizzazione delle produzioni, della valorizzazione delle competenze e qualificazione del lavoro”, sottolinea Cassani.
“Il concetto di automazione – aggiunge Cavazzini – riunisce ed ottimizza le migliori competenze a livello di meccanica, elettronica, software e sensoristica. Quelle che un tempo erano aree aziendali tendenzialmente distinte, ora sono parte di un unico processo dove robot, telecamere, sensoristica e meccanica avanzata contribuiscono insieme alla riduzione della ‘total cost ownership’, in sostanza consentono di abbattere i costi industriali incrementando al tempo stesso qualità del prodotto e flessibilità della produzione”.
“È stata chiamata Industry 4.0 – continua Cavazzini –, in realtà si tratta di un processo estremamente concreto capace di accrescere (o restituire) competitività alle imprese attraverso una strategia precisa che, da robot in grado per lo più di eseguire e da un flusso produttivo ancora governato da logiche push (dalla produzione al magazzino), inverte l’ordine dei fattori, partendo dalle richieste del cliente e delle aziende partner e offrendo soluzioni produttive e logistiche capaci di creare un reale valore aggiunto per il cliente”.