Focus sulle macchine utensili in Emilia Romagna

by Redazione 0

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In occasione di Lamiera, fiera sulle tecnologie della deformazione metalli tenutasi nei giorni scorsi a Bologna, Ucimu-Sistemi per produrre ha presentato un focus sull’Emilia Romagna estratto dall’indagine sul parco macchine utensili condotta a livello nazionale (leggi articolo).

L’Emilia-Romagna è la terza area del paese per numero di macchine utensili e sistemi di produzione installati, posizione strappata al Piemonte, che in seguito alla crisi è sceso dal podio, collocandosi in quarta posizione. Risultato frutto del progressivo avanzamento dell’area che, negli ultimi venti anni, ha visto crescere il suo peso in modo costante.

CALO CONTENUTO. Questa importante area industriale del paese ha dimostrato di saper meglio reagire alla crisi rispetto al resto del paese, come dimostra il calo di solo il 3,1% subito dal parco macchine tra il 2005 e il 2014; decremento di lieve entità se rapportato al crollo del -11% registrato su base nazionale.
Le 321 aziende metalmeccaniche emiliane che hanno partecipato all’indagine ospitano nei loro reparti 44.352 sistemi di produzione installati, pari al 14,5% del parco macchine italiano, l’1,2% in più rispetto alla precedente rilevazione (2005). È però cresciuta nel decennio, di due anni, anche l’età media del parco, che si attesta a 12 anni e 8 mesi, perfettamente in linea alla media rilevata su base nazionale.

MA SONO PIÙ VECCHIE. La quota di macchine utensili con età superiore ai 20 anni è salita al 28,2% del totale installato nella regione, contro il 27% rilevato su base nazionale. Nel 2005, la quota di macchine con oltre 20 anni era praticamente la metà. Parallelamente si è dimezzata la quota di macchine con età non superiore ai 5 anni, risultate pari al 13,6%, contro il 13% rilevato su base nazionale. Nel 2005, la quota delle macchine di ultimissima installazione era circa il doppio.

GRADO DI AUTOMAZIONE. L’indagine Ucimu evidenzia anche un elevato grado di automazione del parco macchine, pari al 37% del totale installato, valore nettamente più alto rispetto alla media nazionale (32%). La grande diffusione di controllo numerico nell’industria dell’ER, in assoluto la più alta del paese, è attribuibile anzitutto alla concentrazione di imprese che lavorano con tecnologie ad asportazione (62,7%).
In Emilia-Romagna il 22,2% delle macchine utensili installate è dotato di sistemi di automazione e integrazione. Il dato, di oltre un punto superiore alla media nazionale (risultata pari a 20,8%), conferma la regione come una delle aree più avanzate in termini di tecnologia di produzione installata. Le macchine semplici, prive di qualsiasi tipo di integrazione, rappresentano comunque ancora il 77,6% del totale (dato in linea con la media nazionale). Nel 2005, anno dell’ultima rilevazione, risultavano essere l’89% del parco installato (dato nazionale).

TIPOLOGIA DI MACCHINE. Dopo le macchine ad asportazione, che rappresentano come abbiamo visto il 67% del totale, ci sono le macchine a deformazione, con il 20,2%, seguite da altri sistemi (8,3%), robot (7,3%) e tecnologie non convenzionali (1,5%). A confronto con il dato relativo al paese, nel territorio emiliano-romagnolo, la presenza di macchine a asportazione risulta più alta (+6,6 punti percentuali) a scapito delle macchine lavoranti con tecnologia a deformazione (la cui quota sul totale risulta inferiore di 4,8 punti percentuali). Allineata al dato nazionale la quota dei robot.

DENSITÀ. La regione è anche la prima area del paese per densità di macchinari installati: 30,2 macchine ogni 100 addetti, contro un valore medio nazionale di 25,8. Ciò è dovuto alla tipologia di imprese per lo più appartenenti ai settori prodotti in metallo e meccanica generale, tipicamente di dimensione medio-piccola.
Quattro macchine su dieci si trovano all’interno di stabilimenti che realizzano prodotti in metallo (fonderie, fucinatura, stampaggio, carpenterie, caldaie, serbatoi, utensili, seconda trasformazione dei metalli, trattamento, rivestimento). Il secondo settore per quantità di macchine installate (38%) è quello dei costruttori di macchinari e materiale meccanico (macchine agricole, macchine utensili per metalli e robot industriali, macchine tessili e per l’abbigliamento, macchine per l’industria alimentare, chimica, della plastica, lavorazione del legno, macchine per le industrie estrattive, edilizie, siderurgiche). Segue quello di produzione dei mezzi di trasporto (10%) e materiale elettrico ed elettronico (6%).