Dall’Italia alla Nato, la robotica contro le mine antiuomo

by Redazione 0

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antimineCome purtroppo noto, numerose mine antiuomo continuano a esplodere e fare vittime anche dopo la conclusione delle guerre, minacciando a lungo la popolazione civile prima dello smantellamento. Per operazioni di questo tipo, il comando della Nato (istituito nel 1949) ha siglato un accordo con l’Università di Firenze, in cui un gruppo di ricercatori è specializzato nello sviluppare robot con radar olografici e sensori per il rilievo del terreno. Coordinato da Lorenzo Capineri, il gruppo guiderà il progetto internazionale Holographic and Impulse Subsurface Radar for Landmine and Ied Detection, all’interno del programma Science for Peace and Security.
“Il nostro gruppo di ricerca lavora da oltre 15 anni a tecnologie elettroniche applicate allo sminamento umanitario”, ha dichiarato il responsabile scientifico del progetto, il cui obiettivo è realizzare radar olografici sempre più avanzati, “in grado di ottenere immagini ad alta risoluzione di oggetti sotterrati, rilevandone in modo veloce e accurato dimensioni e forma”. Questi radar andranno montati su robot in grado di salvaguardare l’incolumità degli operatori, nonché di lavorare in condizioni ambientali complesse e con maggior produttività.
Uno degli scenari possibili, ha notato Capineri, è ad esempio quello della Colombia “dove, dopo la fine della guerra tra il Governo e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), rimangono attivi ordigni rudimentali di vetro e plastica e varie sostanze di innesco, che richiederanno tecnologie sempre più sofisticate”.