Dalla UE finanziamenti e un cloud per Industria 4.0

by Redazione 0

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La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure volto a sostenere e collegare le iniziative nazionali per la fabbrica intelligente e servizi correlati in tutti i settori, oltre che per stimolare gli investimenti attraverso reti e partenariati strategici.

CLOUD EUROPEO. Tra le misure annunciate dalla Commissione anche un cloud europeo (European Open Science Cloud) che fornirà a 1,7 milioni di ricercatori e 70 milioni di professionisti della scienza e della tecnologia europei un ambiente virtuale per l’archiviazione, la gestione, l’analisi e il riutilizzo di grandi volumi di dati della ricerca.
“La rivoluzione industriale dei nostri giorni è digitale – ha detto Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale -. È necessario sviluppare a un livello adeguato tecnologie come il cloud computing, la scienza basata sui dati (data-driven) e l’internet delle cose affinché possano realizzare appieno il loro potenziale. Dato che le imprese mirano a espandersi nel mercato unico, anche i servizi pubblici online dovrebbero rispondere alle esigenze odierne ed essere quindi digitali, aperti e transfrontalieri fin dalla progettazione. L’Unione europea rappresenta il livello giusto per l’era digitale.”

50 MILIARDI. Il pacchetto per Industria 4.0 vale nel complesso 50 miliardi di euro, tra finanziamenti comunitari e risorse che saranno attivate da imprese private e soggetti pubblici a sostegno della digitalizzazione dell’industria.
Come parte di questo approccio, la Commissione aiuterà a coordinare le iniziative nazionali e regionali in materia di digitalizzazione dell’industria mantenendo un dialogo continuo a livello europeo con tutte le parti coinvolte. Investirà direttamente anche 500 milioni di euro in una rete paneuropea di poli di innovazione digitale (centri di eccellenza nelle tecnologie) in cui le imprese potranno ricevere consigli e sperimentare le innovazioni digitali.
Parteciperà inoltre a definire progetti pilota su larga scala per potenziare l’internet delle cose, i processi produttivi avanzati e le tecnologie in ambiti quali città intelligenti, domotica, automobili connesse o sanità mobile. Bruxelles si impegna anche ad adottare una normativa adeguata alle esigenze future, che faciliti il libero flusso dei dati e chiarisca i diritti di proprietà dei dati generati da sensori e dispositivi intelligenti.

CHI CORRE E CHI ARRANCA. Numerosi settori economici hanno adottato rapidamente le tecnologie e i processi digitali, ma l’industria europea deve sfruttare appieno le opportunità digitali in tutti i settori e indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa per essere competitiva a livello mondiale. I settori tradizionali (come l’edilizia, il settore agro-alimentare, il comparto tessile e la siderurgia) e le PMI sono particolarmente indietro per quanto riguarda la trasformazione digitale. Recenti studi indicano che la digitalizzazione dei prodotti e dei servizi incrementerà le entrate annuali delle imprese di oltre 110 miliardi di euro in Europa nei prossimi cinque anni.