Dal prodotto al prodotto-servizio

by Redazione 0

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Creare una piattaforma informatica che raccolga istruzioni operative e best practice per facilitare l’evoluzione delle imprese manifatturiere da aziende puramente “di prodotto” ad aziende di “prodotto-servizio”. E’ questo l’obiettivo di PSYMBIOSYS (Product – Service sYMBIOtic ecoSYStems), il progetto lanciato l’anno scorso dal Politecnico di Milano e finanziato dall’Unione Europea con 6 milioni di euro.

Sul portale www.psymbiosys.eu è possibile consultare i primi risultati operativi e seguire l’evoluzione del progetto. I primi prototipi della piattaforma informatica sono attualmente in fase di testing e validazione presso partner industriali e la loro versione finale sarà pronta nel primo trimestre 2018. I casi di studio industriali considerati appartengono a settori differenti: arredamento, sistemi avionici e utensili industriali in Spagna e Germania, industria tessile in Italia.

Le soluzioni prodotto-servizio stanno diventando sempre più parte integrante dell’offerta delle industrie manifatturiere europee, estendendo così il concetto di “prodotto puro” ad una combinazione di servizi aggregati attorno ad esso, spiega il responsabile del progetto, Marco Taisch, docente di ‘Operations Management’ e di ‘Advanced and Sustainable Manufacturing’ presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano -. Tipici esempi di questo approccio sono legati al ciclo di vita del prodotto e soprattutto alle fasi di post-vendita, durante le quali l’industria manifatturiera del futuro non dovrà perdere il controllo dei propri prodotti all’atto della vendita ma seguirli durante la fase operativa sino alla loro fine vita. La sfida sarà quindi offrire combinazioni innovative di sistemi fisici (un’automobile, una macchina, un motore) con appropriati servizi digitali (diagnosi e manutenzione, riparazione, smaltimento e fine-vita).

tussles_projectL’innovazione legata ai servizi porterà anche a modelli di business innovativi per l’industria manifatturiera come quelli legati alla sharing e alla circular economy o quelli legati a vendere solo l’“uso” dei prodotti (ore di volo o distanza percorsa invece di motori di aereo o vetture) o a raggiungere certi risultati finali (numero di fotocopie o di lavorazioni invece di fotocopiatrici o macchine utensili).
“Il nostro progetto presenta nuovi metodi e strumenti ai produttori europei per migliorare la propria competitività, riducendo il time-to- market (dall’idea alla commercializzazione) attraverso soluzioni di prodotto-servizio più attraenti e sostenibili – afferma Taisch – con l’aiuto dei nostri partner industriali abbiamo individuato le 5 principali difficoltà nell’implementazione di questo approccio: conciliare i cicli di vita del prodotto e del servizio; reperire le informazioni sul prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita; integrare nello sviluppo di nuove soluzioni prodotto-servizio la conoscenza professionale (tipica dell’ingegneria di prodotto) con la conoscenza empirica (tipica dell’utilizzatore del servizio); condurre modelli di business tradizionali basati sulla vendita di prodotto insieme a nuovi modelli basati sul servizio; adattare i sistemi informativi aziendali, nati intorno al prodotto, al mondo dei servizi. Il nostro obiettivo è superare questi ostacoli con soluzioni innovative”.