Dal Politecnico di Torino un altro centro di ricerca in Cina

by Redazione 0

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poli-to-cinaLo scorso giovedì 14 maggio stato inaugurato a Canton il South China-Torino Collaboration Lab, centro di ricerca applicata e collaborativa d’ingegneria e architettura, in accordo fra Politecnico di Torino e la SCUT (South China University of Technology) che vedrà nelle relazioni con le industrie il suo punto di forza, tanto da costituire un IAB (Industrial Advisory Board) di cui fanno parte anche aziende italiane con sedi e filiali nel Guangdong, la provincia più industrializzata della Cina: tra queste FCA, Magneti Marelli, Comau, ST Microelectornics, Luxottica, De Longhi.
In occasione della cerimonia di apertura del centro, si è anche tenuta la riunione inaugurale dell’IAB, che avrà lo scopo di facilitare l’incontro tra domanda locale e offerta accademica, promuovere azioni di networking, facilitare l’inserimento lavorativo degli studenti cinesi e italiani e, più in generale, fornire un contributo alla gestione del centro, per dirigerne lo sviluppo e la crescita, in particolare per quanto riguarda la cooperazione con l’industria.
Il Lab, che sarà ospitato all’interno dell’università cinese, si configura come un vero e proprio presidio sul territorio per avviare e intrattenere rapporti con le imprese, le istituzioni di ricerca e gli enti governativi locali cinesi nel Guangdong, provincia capace di produrre da sola oltre il 10% del PIL dell’intero Paese: una piattaforma multidisciplinare, in cui i partner faranno convergere le rispettive competenze, servizi e risorse per realizzare progetti comuni in una prospettiva win-win, in una logica di condivisione delle conoscenze che favorisca tutti i partner coinvolti. Il centro opererà nei settori automotive, meccanica, ICT, architettura e progettazione urbana, per avviare attività di progettazione e consulenza, nonché partenariati su formazione, ricerca e trasferimento tecnologico.
La megalopoli Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong-Macao è la più grande del pianeta, con oltre 40 milioni di abitanti: la sua crescita pone problemi mai affrontati, soprattutto dal punto di vista urbanistico e il Politecnico (che gestisce centri di ricerca anche a Shanghai, Pechino, Shenzhen e in Uzbekistan) metterà a disposizione le proprie competenze per contribuire ad affrontare tali sfide.