Commissione europea: +2,6% di investimenti nel 2017

by redazione 0

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Il 2017 promette bene per gli investimenti. A confermarlo sono le ultime previsione della Commissione europea che indicano un aumento del 2,6%, un valore che si attesta in crescita rispetto al 2016 che aveva fatto segnare un +2,1%. A trainare questi valori con un +4,5% è il segmento dei Macchinari e attrezzature, mentre gli investimenti in Costruzioni registrano un aumento “solo” del 1,3%. Sono dati estremamente positivi vista la fase di caduta senza precedenti degli ultimi anni: tra il 2007 e il 2015 infatti gli investimenti fissi lordi sono scesi del 29,2%, pari ad un calo di 107.524 milioni di euro a prezzi costanti 2010.

Bene le piccole imprese e il nord Italia. Con un giro d’affari di 39.758 milioni di euro le piccole imprese valgono il 45,6% del totale degli investimenti, di cui il 65,1% sono investimenti in macchinari e attrezzature e il 33,1% in costruzioni.

Secondo gli ultimi conti territoriali gli investimenti pro capite più elevati si riscontrano a Bolzano con 10.697 euro per abitante, Trento con 8.446 euro e Valle d’Aosta con 8.309 euro; seguono Lombardia – prima regione a statuto ordinario – con investimenti pari a 5.806 euro per abitante, Emilia-Romagna con 5.539 euro, Piemonte con 5.536 euro, Friuli-Venezia Giulia con 5.181 euro, Veneto con 5.128 euro e Abruzzo con 5.128 euro.

In termini di rapporto tra investimenti e PIL al primo posto ritroviamo Bolzano con il 26,2%, seguito dalla Valle d’Aosta con 24,4%, Trento con 24,2%, Basilicata con 23,0%, Molise con 22,5%, Abruzzo con 22,1%, Piemonte con 19,5%, Sardegna con 17,9%, Friuli-Venezia Giulia e Calabria con il 17,8%.

+4,1% di ordini per il settore Macchinari e attrezzature. Segnali positivi relativi al trend degli investimenti si registrano anche dai più recenti dati congiunturali. Nei primi 11 mesi del 2016 la produzione di Macchinari e attrezzature sale del +3,5%, decisamente meglio del +0,4% di un anno prima. Nei primi 11 mesi del 2016 gli ordini provenienti dal mercato interno del settore Macchinari e attrezzature salgono del 4,1%, in controtendenza rispetto al calo del 5,1% degli ordini provenienti dall’estero; in particolare nell’ultimo trimestre settembre-novembre 2016 gli ordini di Macchinari registrano un incremento del 13,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Incentivi pubblici e ammortamenti. Gli investimenti dovrebbero salire nel corso dell’anno grazie a tassi di interesse molto contenuti – la media di quelli sui prestiti alle imprese su nuove operazioni a  novembre 2016 è dell’1,56% – e ai significativi incentivi pubblici resi disponibili nell’ultima manovra di bilancio, anche grazie all’azione di Confartigianato: nel dettaglio si tratta della maggiorazione degli ammortamenti per l’acquisto di nuovi beni strumentali e iperammortamenti dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico per la strategia “Industria 4.0” che sul sistema delle micro e piccole imprese fino a 50 addetti vale 301 milioni di euro annui, del Credito imposta ricerca e sviluppo per 87 milioni di euro e la proroga della Legge Sabatini per 46 milioni di euro; un ulteriore sostegno agli investimenti delle piccole imprese proviene 634 milioni di euro relativi all’intervento sul Fondo centrale garanzia che dovrebbe favorire l’accesso al credito delle piccole imprese, su cui persiste una dinamica negativa: a novembre 2016 i prestiti alle piccole imprese segnano un calo del 2,0%.

Oltre alla criticità del credito, rimane aperto il problema delle aspettative di crescita: a dicembre 2016 le attese sull’economia da parte delle imprese migliorano ma il saldo è vicino a zero (+1) ed è inferiore ai livelli di un anno prima (+9). Senza solide previsioni di futuri incrementi della domanda – nonostante il sostegno della politica monetaria espansiva e degli incentivi fiscali – gli investimenti delle imprese potrebbero crescere meno del previso, influenzando negativamente sia l’intero processo di crescita che la propensione ad innovare delle imprese. In questa prospettiva la manovra restrittiva richiesta dalla Commissione europea potrebbe ulteriormente ritardare il processo di accumulazione di capitale; va ricordato che la correzione di bilancio richiesta sottende la recente revisione al ribasso del tasso di crescita operata dal Fondo Monetario Internazionale di 0,2 punti nel 2017 (+0,1 per Euro zona) e 0,3 nel 2018 (invariato in Euro zona).