Bonfiglioli e BNL, al via il progetto di finanziamento di filiera

by redazione 0

Links with double exposure of businessman and big city

“Da tempo cercavamo uno strumento per diffondere le tecnologie 4.0 lungo la filiera. Perché non sono i champion ad avere problemi di ascolto e credito per finanziare lo sviluppo digitale, bensì le Pmi subfornitrici, tassello chiave per la nostra competitività. Oggi ce lo abbiamo”. Queste le parole di Sonia Bonfiglioli, presidente del gruppo bolognese Bonfiglioli, azienda leader nella meccatronica, alla presentazione del primo progetto concreto di un nuovo modello sistemico per finanziare lo sviluppo di filiere manifatturiere 4.0, di cui si è fatta promotrice assieme a BNL- Gruppo BNP Paribas e Porsche Consulting al fine di supportare investimenti di medio-lungo termine in tecnologie digitali da parte dei subfornitori.

“Questo è solo il primo step di un percorso che segna un nuovo modo di fare credito e un nuovo rapporto tra banca e piccola impresa organizzata in filiera: diventiamo partner mirati e veloci che offrono un sostegno sia finanziario sia consulenziale di lungo periodo alla Pmi per permette un upscale e rendere quindi più forte e resiliente tutto il tessuto territoriale. Ed è un percorso che si può estendere a tutte le filiere e a tutto il Paese”, sottolinea Regina Corradini D’Arienzo, responsabile divisione Corporate banking di BNL – Gruppo BNP Paribas – che ha stanziato 2 miliardi di euro per il piano “Filiere 4.0”.

Bonfiglioli ha fatto mappare a Porsche Consulting 180 fornitori strategici in Italia, all’interno dei quali sono stati scremati quelli “Industria 4.0 ready” dal punto di vista industriale, finanziario e di potenzialità digitale. Arrivando a individuare un primo panel di dieci fornitori che BNL sta iniziando ora a finanziare applicando il rating di filiera.

«È un progetto pilota molto importante perché riguarda uno degli elementi cardine del nostro contesto territoriale, cioè la filiera. Anche in chiave futura la nostra capacità competitiva è strettamente correlata alla capacità di gestire il tema filiera. Le aziende più piccole, che pure sono parte della filiera, non sono supportate dal punto di vista finanziario e faticano a trovare risorse per investimenti digitali: poter avere una certificazione di filiera mirata aiuta enormemente l’iter in quanto consente di avere un rating elevato», rimarca il presidente di Confindustria Emilia, Alberto Vacchi, assicurando il sostegno dell’associazione al progetto.