Aumenta l’export italiano

by Redazione 0

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exportSenza fretta, ma inesorabile: non si ferma l’aumento degli esportatori italiani. L’annuario Istat-Ice 2014, presentato nella sede romana dell’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, segnala un +1,3% degli operatori all’esportazione nel 2013, comprese le partite Iva. Cresce dunque la propensione a tentare la strada dei mercati internazionali, complice anche la stagnazione della domanda interna In totale siamo a 211.756 operatori, numero che il governo punta a incrementare con un piano straordinario per il “made in Italy” legato al decreto sblocca-Italia.
L’analisi del presidente Istat, Giorgio Alleva, ha mostrato ancora una frammentazione, per cui è un’avanguardia che si deve buona parte dei risultati: caratteristica ancor più evidente in termini di redditività, che cresce all’aumento dell’apertura internazionale dell’impresa: si passa dal 18,7% delle non esportatrici al 22,9% per chi esporta meno del 5%, fino a un massimo del 31,3% per chi vende all’estero oltre l’80% della produzione. Sono 10-15 mila le imprese più integrate sui mercati esteri, 30 mila quelle in posizione intermedia e 70 mila che esportano in modo saltuario.
Nel 2013 le esportazioni di merci dell’Italia sono rimaste quasi stazionarie (-0,1%) ma sono aumentate dell’1,4% quelle di servizi. L’avanzo commerciale è notevolmente aumentato, da 9,9 a 30,4 miliardi (anche per il calo delle importazioni): il dato più elevato dell’ultimo decennio.
Come ha sottolineato il presidente dell’Agenzia-Ice, Riccardo Monti, sale anche la competitività generale del Paese, seppur di decimali. Nel 2013 la quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali è infatti passata dal 2,74 al 2,79%, a fronte di un aumento più risicato della Germania e di una crescita zero della Francia.