ANIMA: fatturato a 44,2 miliardi di euro per la meccanica varia

by redazione 0

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I principali mercati di destinazione sono USA, Germania, Francia e Regno Unito e per il 2016 è previsto un incremento ulteriore delle esportazioni del 1,6%


 

Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi ANIMA – Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia ed affine – il Bel Paese ottiene una promozione a pieni voti in meccanica, facendo registrare nel 2015 una produzione pari a 44,2 miliardi di euro e una stima per il 2016 di 44,6 miliardi di euro.

Settori più redditizi. Di rilievo le performance di fatturato 2015 delle tecnologie per la logistica e movimentazione delle merci (+5,1%); tecnologie e attrezzature per prodotti alimentari (+3,2%); tecnologie e prodotti per l’industria (+2%); tecnologie e prodotti per l’edilizia (+3,4%); macchine e impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente (+1,6%).
In leggera flessione nel 2015 – a causa del basso prezzo del greggio e della situazione geopolitica in Medio Oriente e nord Africa – il comparto delle macchine e impianti per la produzione dell’energia e per l’industria chimica, petrolifera e montaggi industriali (-0,4%).

Export “Made in Italy” a +2%. Stando ai dati forniti dalla Federazione, l’industria meccanica italiana nel 2015 ha esportato circa 26 miliardi di euro, registrando un +2% rispetto all’anno precedente. Positive anche le stime per il 2016 durante il quale è previsto un +1,6% pari a 26,3 miliardi di euro.

Principali mercati. Secondo i dati Anima, su elaborazioni Istat, il 40% dell’export italiano è targato UE28, registrando un +5% nel 2015. L’Asia ha richiesto il 24% dei nostri prodotti con un +10% sul 2014, mentre l’America settentrionale ha assorbito circa il 10% dell’offerta per un +14% sull’anno precedente.

Gli USA si confermano prima destinazione dell’export di meccanica con un fatturato dal 2011 al 2015 quasi raddoppiato passando da 1,5 miliardi di euro a ben 2,7 miliardi di euro.
Potenzialmente la definizione del TTIP – trattato di libero scambio tra USA ed UE – potrebbe portare ulteriori vantaggi per le imprese italiane che, a fronte di una probabile riduzione dell’export in UK, facilmente immaginabile dopo il voto Brexit, troverebbero ulteriori opportunità e spazi di crescita verso questo mercato.

Il secondo mercato di destinazione per la nostra meccanica è rappresentato dalla Germania che, dal 2011 al 2014, ha registrato un leggero calo recuperato di slancio nel 2015 con un + 9% rispetto al 2014.

Terza posizione per la Francia, verso la quale, negli ultimi 5 anni, si è progressivamente ridotto il valore complessivo del nostro export passando da 2,3 miliardi di euro a poco più di 2,1 miliardi di euro.

Il Regno Unito è il quarto paese di destinazione dell’export della meccanica italiana, con scambi pari a 1,2 miliardi di euro nel 2015. Il risultato del referendum non lascerà invariata la situazione. L’ipotesi di dazi doganali e di barriere all’ingresso, oltre al deprezzamento della sterlina, hanno già messo in guardia le imprese manifatturiere che vantano l’UK tra i mercati di riferimento come nel caso di valvole e rubinetti, impianti termici, turbine e pompe.

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Mercati difficili per Russia e Arabia Saudita. Per quanto riguarda Asia e i Paesi Extra UE, sono da notare l’Arabia Saudita e la Russia, legati entrambi al prezzo del petrolio e all’instabilità politica del Medio Oriente. L’Arabia Saudita ha visto la richiesta di meccanica italiana passare dai 582 milioni di euro nel 2011 ai 937 milioni di euro nel 2015.
Lo stesso si può dire per la Russia, che è passata dagli 1,25 miliardi di euro di fatturato nel 2013 agli 859 milioni di euro, anche a causa delle sanzioni verso la UE oltre che della crisi valutaria vissuta nello stesso periodo. La conferma delle sanzioni a partire dal 1 luglio 2016 non migliorerà la situazione per l’export italiano verso l’importante mercato russo.